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Convegno Federsolidarietà

Salute mentale, in Regione si impennano i casi di minori accolti: +73%

In foto: il convegno a Bologna
il convegno a Bologna
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Ven 6 Feb 2026 17:59 ~ ultimo agg. 18:06
Tempo di lettura 3 min

“Esperienze di salute mentale in Emilia-Romagna”. Questo il titolo del convegno promosso a Bologna da Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna nel quale gli esperti hanno messo il luce l'impennata di giovanissimi presi in carico dai servizi. 

https://www.icaroplay.it/programmi/salute-mentale-in-regione-si-impennano-i-casi-di-minori/
In Emilia-Romagna si sono impennati gli accessi ai servizi di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza: in poco più di 10 anni sono cresciuti del 73,3%, passando dai 38mila assistiti del 2011 agli oltre 66.000 nel 2024. Un dato che fotografa la crescita dei bisogni di salute mentale tra bambini e adolescenti che è stato al centro del convegno organizzato da Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna. I dati regionali evidenziano un tasso di prevalenza dei disturbi neuropsichiatrici nella fascia tra 0 e 17 anni di 9,3 ogni 100 minori, confermando un trend in costante crescita (più contenuto invece per gli adulti). Spiccano i disturbi d’ansia, quelli del comportamento alimentare, i deficit di attenzione e i disturbi dello spettro autistico. 
 
Il convegno ha evidenziato poi le criticità legate alla sostenibilità complessiva del sistema. Come richiamato nelle linee programmatiche regionali, una quota compresa tra il 45% e il 70% delle risorse dedicate alla salute mentale è mediamente assorbita dagli inserimenti in strutture residenziali, rendendo prioritario il rafforzamento degli interventi territoriali e dei percorsi personalizzati di presa in carico. 
Nel corso dei lavori, Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna ha ribadito il ruolo centrale della cooperazione sociale nella presa in carico delle persone, nel supporto ai progetti di vita e nella costruzione di reti comunitarie integrate con la sanità pubblica.
“Il dialogo con la Regione Emilia-Romagna sulla salute mentale è continuo e molto intenso. Come cooperazione sociale portiamo avanti un modello a rete che non si limita alla cura, ma accompagna le persone lungo tutto il loro progetto di vita - ha affermato Antonio Buzzi, presidente di Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna -. Per rendere davvero efficaci questi percorsi è però fondamentale disporre di maggiore flessibilità, evitando rigidità normative e amministrative che rischiano di ostacolare l’innovazione e la personalizzazione degli interventi. I valori della cooperazione sono determinanti perché il nostro obiettivo è accompagnare le persone verso l’autonomia possibile, costruendo risposte su bisogni, aspirazioni e opportunità concrete”.
 
"Quello della salute mentale è un tema che ci riguarda tutti, come istituzioni, come professionisti e spesso come genitori, dato che sono soprattutto le generazioni più giovani a essere maggiormente coinvolte – ha sottolineato l’assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, Massimo Fabi -. La Regione Emilia-Romagna sta portando avanti un lavoro trasversale, che abbraccia più assessorati e competenze, con provvedimenti e investimenti mirati. Come i reparti nelle strutture sanitarie dedicate ai ragazzi, siamo tra i primi a realizzarli in Italia, e il nuovo piano delle dipendenze a cui stiamo lavorando in questi mesi. Sono sfide difficili, ma che abbiamo la responsabilità di affrontare con il contributo di tutti, anche del mondo delle imprese e delle cooperative, che da sempre rappresentano sentinelle importanti nei territori e con le quali vogliamo continuare a collaborare in maniera positiva come abbiamo fatto in tutti questi anni".
 
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