Sabato a Montescudo l’ottava edizione del presepe vivente
La presentazione:
Dalle 20.30 alle 21.30 si potrà visitare la suggestiva ambientazione realizzata nella Piazza del Municipio e dalle 21.30 alle 22.30 si svolgerà la drammatizzazione della Natività, accompagnata dalle musiche della colonna sonora e dalla voce narrante che proporrà alcuni testi tratti dagli interventi di Papa Francesco e da autori come Giussani e Peguy, oltre alla lettura dei racconti evangelici.
Oltre cento figuranti, con la partecipazione di bambini, ragazzi, giovani e adulti dalle varie frazioni, animeranno la Sacra Rappresentazione, che partirà dalla scena dell’Annunciazione poiché quell’istante è l’istante decisivo per la storia del mondo e per ciascuno di noi. Dopo l’Annunciazione Maria, accompagnata dagli angioletti, interpretati dai bimbi più piccoli, si recerà in visita a Elisabetta sua parente (Maria, l’Arcangelo Gabriele e Elisabetta sono interpretati da giovani montescudesi). La dimensione storica dell’evento sarà espressa con la scena della lettura dell’Editto del censimento da parte dei soldati romani (anch’essi interpretati dai giovani) l’incontro dei Magi con Erode (interpretati da uomini adulti), la Strage dei Santi Innocenti con gli effetti speciali dell’incendio della rocca, fino all’arrivo di Maria e Giuseppe a Betlemme, preceduti dalla stella cometa. L’angelo apparirà dal cielo per annunciare la nascita di Gesù ed i primi ad accorrere per la contemplazione della Natività saranno i pastori (interpretati dai detenuti ospiti della “Casa Madre del perdono”), con i canti dei bambini.
“Papa Francesco – scrivono gli organizzatori sta invitando tutta la Chiesa a partire da ciò che “è essenziale cioè Cristo”. Nella Esortazione Apostolica Evangelii gaudium pubblicata nei giorni scorsi, lo ha ribadito con forza: «Non mi stancherò di ripetere quelle parole di Benedetto XVI che ci conducono al centro del Vangelo: “All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona”» ed è questo, afferma il Papa nello stesso documento, che «risponde all’anelito di infinito che c’è in ogni cuore umano».
Noi realizziamo il Presepe vivente nella forma in cui lo iniziò San Francesco a Greccio nel 1223, nel desiderio di immedesimarci con la stessa passione del poverello di Assisi per l’umanità di Gesù e di testimoniare l’esperienza cristiana come un abbraccio rivolto a tutti, nessuno escluso, perché ogni uomo, in qualsiasi situazione si trovi, ha un cuore che attende una speranza per affrontare le sfide dell’esistenza, tanto più drammatiche nel difficile momento storico che stiamo vivendo“.
Un gesto proposto in collaborazione tra le Parrocchie, l’Amministrazione Comunale e l’Associazione Pro Loco di Montescudo.












