Rimozione direttore Inps: sostegno anche dal consigliere Mauro (PdL)
Di seguito la nota del consigliere Mauro:
Se si crede di combattere la mala burocrazia, le sovrapposizioni e gli sprechi nel funzionamento della macchina pubblica punendo un dirigente e un funzionario dell’INPS per aver fatto partire una raccomandata con la richiesta di rimborso di un centesimo, allora siamo davvero lontano da trovare una soluzione al malfunzionamento della pubblica amministrazione.
Certo ha contribuito il grande impatto mediatico della vicenda alimentato anche dal circolo dei detrattori (non pochi) di tutto ciò che è pubblico. Se poi aggiungiamo le stupefacenti affermazioni del presidente dell’associazione dei consumatori Codacons, Carlo Rienzi, che ha manifestato la volontà di denunciare l’accaduto alla Corte dei Conti per il danno erariale subito dall’INPS, della bellezza di ben 6 euro per l’emissione di una raccomandata, allora la frittata è bella e fatta.
Non spetta a me difendere nello specifico l’operato del dirigente dell’INPS, che conosco personalmente come persona professionalmente competente e capace, a cui va tutta la mia vicinanza e solidarietà.
Non ho conoscenza della procedura informatica e ne tantomeno dell’iter amministrativo seguito per l’emissione dell’incriminato provvedimento di richiesta rimborso, ma credo che sia sotto gli occhi di tutti che si è trattato di una semplice svista, un errore umano di piccola entità, come ne possono succedere sia nel settore privato che pubblico.
Certo episodio increscioso, ma sicuramente un caso limitato, tanto raro da far parlare tutta la stampa nazionale.
Tutto ciò è avvenuto in INPS, punta di diamante della pubblica amministrazione, struttura efficientissima nell’erogare prestazione ai cittadini, che a Rimini ogni giorno emette diverse centinaia di provvedimenti.
Se dovessimo adottare il medesimo metodo sono sicuro che nessun dirigente pubblico o privato resterebbe al suo posto a lungo.
La vera mala burocrazia è sicuramente da cercare altrove, nella sua farraginosità, nelle difficoltà di districarsi tra i meandri delle migliaia e migliaia di leggi e regolamenti, nelle incertezze dei tempi e adempimenti che hanno generato nei cittadini e nelle imprese una sfiducia a cui la politica, e quindi il legislatore deve porre rimedio.
Scaricare tutte queste responsabilità sui funzionari e dirigenti della pubblica amministrazione significa sottacere sulle vere cause.










