Rimini dice “no” alla guerra. Le parole dei consiglieri comunali
Ad aprire giovedì sera i lavori del Consiglio comunale di Rimini è stato un messaggio corale di vicinanza e solidarietà al popolo ucraino, attraverso l’esposizione della bandiera della pace in Aula.
Una scelta simbolica per chiedere l’immediato cessate il fuoco e per ricordare che, come recita l’articolo 11 della nostra Costituzione, l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. I consiglieri di ogni gruppo di maggioranza e minoranza sono poi intervenuti in aula per esprimere una ferma condanna a quanto sta accadendo.
La nota dei capigruppo di maggioranza
A nome di tutta la Maggioranza esprimiamo la più ferma condanna per l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Aggressione avvenuta in spregio ad ogni regola del diritto internazionale per sottomettere uno stato sovrano, rifiutando ogni tentativo d’intesa negoziale e minando la pace e la stabilità dell’Europa. La Russia ha violato gli accordi di Helsinki che stabiliscono l’intangibilità dei confini ed il rispetto dell’integrità territoriale e sovranità di ogni stato, gli accordi di Minsk che affidano al negoziato la soluzione del contenzioso tra Kiev e Mosca ed i principi fondamentali con cui si regolano le relazioni tra gli Stati.
Quindi l’Unione Europea ed il Governo Italiano devono impegnarsi in un’iniziativa di contrasto dell’aggressione assumendo tutte le misure necessarie per favorire una de-escalation della tensione, agevolare una soluzione negoziata e fornire aiuti umanitari ai profughi in fuga.
L’Ucraina è un paese libero e democratico che da tempo ha avviato tavoli di lavoro utili ad entrare nell’UE. Una Nazione che ha scelto quindi il futuro e la libertà. Ribadendo il principio fondamentale dell’inviolabilità delle frontiere è opportuno far sentire al popolo ucraino la reazione e la solidarietà dei cittadini italiani e la più forte condanna morale e politica di Putin e delle sue azioni di guerra. Nello specifico esprimiamo vicinanza alla numerosa comunità ucraina che vive nel nostro Comune: operosa, unita, pienamente integrata. Si tratta di donne e uomini che quotidianamente contribuiscono a rendere Rimini una realtà efficiente, solida e produttiva. Persone che ora soffrono per il loro paese d’origine e per i loro cari lì presenti.
E’ quindi anche una responsabilità di questa Amministrazione Comunale creare ogni possibile mobilitazione contro l’aggressione russa per la pace e la garanzia del diritto internazionale, in concorso con le altre istituzioni locali e con la società civile che si oppone al sopruso e alla sfida portata alla democrazia e alla convivenza dei popoli.
In apertura dell’ultimo Consiglio Comunale noi membri della Maggioranza, assieme ad alcuni componenti della Minoranza, ci siamo stretti attorno alla bandiera della pace per lanciare il messaggio che la guerra non è mai la soluzione. Ci aspettiamo che tutti i trentadue Consiglieri Comunali eletti possano esprimersi in tal senso: Rimini è Medaglia d’Oro al Valor Civile proprio perché ha vissuto le atrocità di un conflitto bellico ed è quindi dovere di ogni singolo amministratore condannare quanto sta accadendo in Ucraina.
Andrea Bellucci
Luca Pasini
Matteo Petrucci
Marco Tonti
La mozione proposta dal consigliere di FdI Nicola Marcello
Premesso che
la crisi Ucraina di queste ore, che sta destando grande apprensione e angoscia nella comunità internazionale, rappresenta uno degli eventi più drammatici della storia recente dell’Europa;
l’invasione dell’Ucraina avviene in spregio ai valori fondamentali della nostra Costituzione che ripudia ogni guerra come strumento di offesa alla libertà dei popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionale;
non diversamente l’atto unilaterale di aggressione della Russia ai danni della Ucraina avviene in spregio al diritto internazionale, quale strumento di risoluzione giuridica dei conflitti;
è necessario che la Comunità internazionale reagisca in termini proporzionati all’offesa a tutela della indipendenza e della inviolabilità dell’Ucraina;
allo stesso modo è doveroso che la politica Italiana concordemente predisponga una linea politica e economica finalizzata a preservare gli interessi nazionali dagli inevitabili riflessi economici che comporterà la guerra russo – ucraina;
nondimeno è necessario intervenire in termini di cooperazione internazionale per scongiurare la prevedibile catastrofe umanitaria ai danni della popolazione civile ucraina;
impegna il Governo italiano
a condannare con ogni misura ed in ogni sede internazionale l’unilaterale aggressione militare perpetuata ai danni dell’Ucraina;
a richiedere che l’Europa e gli Stati membri coordinino un intervento umanitario per l’accoglienza dei profughi ucraini a seguito della guerra che sta flagellando la popolazione;
a richiedere un intervento europeo volto alla creazione di un fondo per introdurre meccanismi economici di compensazione per riequilibrare i danni che le singole nazioni europee subiranno per vie delle sanzioni imposte alla Russia e delle conseguenti controsanzioni;
a creare una cabina di regia nella quale coinvolgere una rappresentanza delle aziende energivore e le governance dei colossi energetici (ENI – ENEL) per valutare soluzioni e proposte utili ad arginare i catastrofici effetti economici che si determineranno per via della crisi di approvvigionamento energetico da parte della Russia;
ad intervenire prontamente incrementando la spesa attuale per il dispiegamento delle forze militari internazionali, garantendo il 2 per cento delle manovre finanziare per gli stanziamenti NATO;
a garantire tempestivamente lo stato di rifugiati ai cittadini ucraini che ne facciano richiesta.










