Chiringuiti in spiaggia, la stretta del questore di Rimini
Piedi sulla sabbia, un cocktail tra le mani e il ritmo dei deejay set che scandisce il tramonto. Ma attenzione: quest'estate a Rimini il confine tra festa e illegalità è più sottile che mai. Non chiamatele discoteche, perché per chi proverà a trasformare l'arenile in una pista da ballo abusiva, il risveglio sarà molto amaro. La stagione 2026 si apre sotto il segno del rigore.
Nei giorni scorsi, il questore di Rimini, Ivo Morelli, ha convocato i vertici di tutte le forze dell’ordine e i gestori dei 25 chiringuiti autorizzati per un faccia a faccia con l’obiettivo di elevare il livello di sicurezza e prevenire le criticità degli anni passati. Le regole sugli orari non ammettono deroghe: musica e intrattenimento devono spegnersi tassativamente alle 23:30, con una sola eccezione settimanale fino a mezzanotte e mezza. Ma la vera novità dell'estate 2026 è la linea dura sulle sanzioni. Non più solo maxi-multe o denunce: per le violazioni più gravi - come i balli abusivi, l'eccessivo affollamento o la somministrazione di alcol ai minori - scatterà il pugno di ferro del Tulps, il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. La punizione? La sospensione temporanea della licenza che porterà alla chiusura non solo del chiringuito, ma anche del bar o del ristorante di spiaggia ad esso collegato.
"Sì alla musica, no alle spiagge trasformate in discoteche", ribadiscono le associazioni di categoria. Rimini sceglie quindi la via della qualità e del rispetto delle regole per proteggere la sua offerta turistica ed evitare che la situazione sfugga di mano. Una sfida per garantire a tutti un’estate di divertimento, ma in totale sicurezza.










