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Ricevuto pubblichiamo. “L’arte rapita”: iniziativa sfuggita di mano

In foto: foto Comune di Rimini
foto Comune di Rimini
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura 3 min
Gio 7 Gen 2016 14:55 ~ ultimo agg. 19 Mag 06:24
Tempo di lettura 3 min

Giorgio Giovagnoli, ex presidente del Consiglio comunale di Rimini, interviene sull’incontro “L’Arte rapita” che ha avuto tra i relatori Vittorio Sgarbi. Per Giovagnoli, invitato dai familiari di Maurizio Balena a cui era dedicato l’incontro, le vere protagoniste sono state la trivialità e la volgarità di Sgarbi, accolte da applausi e risate di tanta gente che non era  certamente in sala per ricordare Balena.

 

L’intervento di Giorgio Giovagnoli

Ilaria, una delle figlie di Maurizio Balena, durante un incontro casuale in città, mi aveva invitato , alcune settimane fa, ad un’iniziativa, promossa da lei e da sua sorella Isabella, per ricordare il padre. Le dissi che ci sarei andato molto volentieri per la lunga amicizia che mi legava a Maurizio e alla sua famiglia. Così ho fatto e martedì, con un anticipo di una buona mezzora, mi sono incamminato verso la Sala del Giudizio, presso il Museo Civico dove si sarebbe svolto l’incontro condotto dall’assessore Massimo Pulini e dal prof. Mino Devanna, persone di grande spessore culturale e intellettuale. Era prevista la partecipazione di Vittorio Sgarbi in quanto, come affermerà poi, amico di Maurizio. Appena arrivato davanti all’entrata del Museo mi sono reso conto, dalla marea di gente che presa da un’agitazione irrefrenabile, si accingeva ad entrare nella sala. Ho capito che non erano lì per Maurizio, magari molti non l’avevano neppure conosciuto. Erano lì per Sgarbi, a parte i vecchi amici di Maurizio che non potevano mancare a quell’evento. L’afflusso di centinaia e centinaia di persone ha creato problemi organizzativi. Ma non è di questo che voglio parlare anche se un po’ tutti si sono trovati in una situazione di disagio. Ma queste sono cose che capitano quando l’afflusso di persone è superiore alle previsioni. Lo spostamento dell’incontro al Teatro degli Atti, ha consentito poi di seguire più comodamente l’incontro. L’esperienza di quel pomeriggio mi ha spinto ad alcune riflessioni che riguardano esclusivamente il personaggio Sgarbi, arrivato con oltre un’ora di ritardo. Un amico che era seduto accanto a me, uomo di cultura e di penna, mi ha detto che è frequente che arrivi in ritardo e che poi di solito parla d’altro rispetto al tema dell’incontro. E così è stato! Il suo arrivo è stato segnato da un applauso fragoroso, non certamente il mio, conoscendo il soggetto. Premetto che me ne sono andato prima che concludesse il suo intervento perché non sopportavo più il suo linguaggio da trivio, le sue volgarità, le espressioni offensive rivolte pesantemente un po’ a tutti: dai carabinieri ai turisti che soggiornano a Rimini. E’ riuscito persino ad insultare, con espressioni irripetibili il nostro mare, che in fondo è un bel mare. La cosa più fastidiosa è stato il comportamento della maggior parte delle persone presenti che si spellavano le mani per applaudire le volgarità e gli insulti che ininterrottamente si era costretti ad ascoltare, accompagnandole con grasse e irritanti risate del tutto fuori luogo rispetto al motivo per cui si era lì. Mi dispiace per Ilaria e Isabella che sicuramente si saranno trovate in imbarazzo, insieme alla loro madre Gloria, presente in sala. Avrebbero fatto meglio ad indignarsi per la volgare performance di Sgarbi, che sarà stato anche amico di Maurizio, ma al quale non ha mostrato sicuramente il rispetto dovuto con il incivile e inaccettabile turpiloquio.

Giorgio Giovagnoli

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