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Ric. pubblichiamo. L’allarme di Gambini (DS): sul turismo lontani dall’Europa

di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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lo spunto è dato dalla discussione alla Camera, anche in commissione Attività produttive, del trattato adottato dalla Carta europea. Gambini ricorda che senza “un’adeguata organizzazione non si può essere incisivi nell’Ue”, agli amministratori riminesi chiede disponibilità e sostegno per una forte iniziativa istituzionale.
“Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per il nostro territorio e per l’Italia – scrive il parlamentare riminese – Da una parte abbiamo le Regioni, che hanno ormai un ruolo di piena potestà legislativa che non può essere ridimensionata. Dall’altra però ci troviamo di fronte ad un settore dello Stato ormai “acefalo”, che attende un nuovo sottosegretario al Turismo dai tempi delle forzate dimissioni di Stefani. Figuriamoci quindi senza strutture amministrative come può il Turismo svolgere un ruolo trainante nel decollo delle politiche europee di settore?”.

Quando con un referendum sono stati aboliti i ministeri del Turismo e dell’Agricoltura, il primo è stato del tutto smantellato, il secondo è stato invece sostituito dal ministero per le Politiche agricole perché, si disse giustamente all’epoca, c’era l’esigenza che l’Italia fosse rappresentata in sede europea in maniera unitaria, a fronte di una politica comunitaria nel settore. Da allora, Gambini ricorda a Presidente e Sindaci, il progressivo “disfacimento delle strutture centrali dedicate al settore: si è infatti passati da una dipartimento presso la Presidenza del Consiglio, ad un dipartimento presso il ministero delle Attività produttive ad una direzione generale nello stesso ministero, anch’essa successivamente abolita. Si tratta di un orientamento che deve essere senz’altro rivisto poiché altrimenti il nostro Paese non sarà in grado di far sentire la propria voce nel nuovo quadro costituzionale europeo. E’ nota la decisa contrarietà delle Regioni italiane alla ricostituzione di un ministero del Turismo, anacronistico ormai. Una discussione senza sbocco che ci condannerebbe all’inerzia per molto tempo. Ciò che non può essere eluso invece è il rilancio di adeguati uffici amministrativi centrali, che servano efficientemente al settore e all’Europa, l’immediata nomina del sottosegretario, la costituzione di una cabina di regia nazionale della quale facciano parte assieme alle Regioni anche i Comuni e le Provincie.
Ogni sforzo deve essere compiuto affinché l’Italia non sia a rimorchio in Europa anche in questo settore. Deve farsi, ad esempio, promotrice di meccanismi di cooperazione rafforzata che coinvolgano il più ampio numero possibile di paesi. Ciò al fine di potenziare l’industria turistica, che rappresenta una risorsa straordinaria per la nostra comunità, per il nostro Paese e per l’Europa nel suo complesso”.

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