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la decisione del gip

Revocata la misura cautelare per il presunto stalker del personal trainer

In foto: il tribunale di Rimini
il tribunale di Rimini
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 1 min
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E' stato revocato il divieto di avvicinamento per il 34enne riminese finito al centro di un’indagine dei carabinieri per atti persecutori. Il giudice per le indagini preliminari, Alessandro Capodimonte, ha accolto l'istanza della difesa, segnando un punto di svolta in una vicenda nata, secondo gli inquirenti, da una profonda gelosia maturata in una palestra del Riminese.

L'uomo era sospettato di aver perseguitato un personal trainer ritenuto "troppo vicino" alla sua compagna. L’accusa ipotizzava addirittura un suo ruolo come mandante del ferimento dell'istruttore, travolto mentre era a bordo della sua moto. Un'ipotesi accusatoria che però non ha retto all'interrogatorio di garanzia.

Assistito dall'avvocato Carlo Alberto Zaina, l’indagato ha respinto ogni addebito, fornendo quella che il giudice ha definito una "spiegazione plausibile". I contatti con la persona offesa sarebbero stati limitati a soli due episodi e anche la sua presenza nei pressi dell'abitazione del personal trainer è stata giustificata in modo convincente, ovvero come un tentativo di ottenere il ritiro della querela per stalking. Per il gip di Rimini, questi elementi hanno indebolito le accuse iniziali, portando alla revoca immediata della misura cautelare.

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