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Revisione calendario scolastico. La Frisoni frena la Santanché: è tema delicato

In foto: Frisoni e Santanché
Frisoni e Santanché
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Sab 24 Gen 2026 17:13 ~ ultimo agg. 19:14
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L'assessora al Turismo dell'Emilia-Romagna Roberta Frisoni, risponde alla ministra Daniela Santanché sulla rimodulazione del calendario scolastico. La Santanché propone una revisione che non preveda più vacanze di tre mesi estivi e 20 giorni a Natale ma pause più spezzettate durante tutto l'anno scolastico.

"Il tema, oggetto di un botta e risposta ieri a distanza tra i ministri Santanchè e Valditara, è estremamente delicato, merita più di un approfondimento, non può essere affrontato per annunci", ha detto la Frisoni a margine del suo intervento oggi al Forum Internazionale del Turismo in corso a Milano. "Ogni ragionamento dovrebbe partire guardando le esigenze del mondo della scuola, cos'è meglio per le nostre ragazze e i nostri ragazzi e da lì pensare a cosa serva per arricchire e migliorare la loro esperienza di crescita. È chiaro però che dal punto di vista dell'industria turistica è un tema che ha un impatto significativo sul turismo balneare", spiega la Frisoni.

"Il balneare rappresenta per la nostra regione oltre il 70% delle presenze, in Italia cuba un terzo delle presenze. In Emilia-Romagna abbiamo già visto che anche pochi spostamenti di giornate sulla stagionalità estiva hanno prodotto degli effetti molto impattanti", avverte. "Va bene parlare di distribuire i flussi turistici durante l'anno, di destagionalizzare, ma nello stesso tempo non possiamo dimenticarci la stagionalità da cui viene gran parte del sostegno della nostra industria turistica", sottolinea la Frisoni. "Siamo una regione che ha una capacità ricettiva altissima e stiamo cercando di spingere anche per la distribuzione dei flussi. In pochi chilometri possiamo offrire esperienze straordinarie di ogni tipo, dal cycling ai cammini, dalle terme ai percorsi agroalimentari, oltre al balneare e alle città d'arte. È giustissimo guardare al turismo come un'industria, guardando non solo alle presenze, ma anche al valore economico", rivendica. "La capacità di spesa dei turisti stranieri, più alta rispetto a quella degli italiani, ci ha portato a focalizzarci su una strategia che punta all'internazionalizzazione per andare a cogliere dalla Germania, dall'Inghilterra, ma anche dalla Polonia, sempre più visitatori", racconta al Forum. "Stiamo lavorando insieme ai territori perché qualsiasi ragionamento su un asset strategico nazionale così importante come il turismo, va affrontato costruendo in sinergia con tutta la filiera una vera politica industriale tenendo conto che il settore balneare ha bisogno di un sostegno concreto per vincere le sfide che ha di fronte", conclude.

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