Resoconto Arpa. Tra siccità, nubifragio, nevone e aziende irregolari
Il nevone del febbraio 2012, la siccità nello stesso anno, il nubifragio del 24 giugno scorso, una pioggia che non si vedeva così dal 1920. I cambiamenti climatici che ci coinvolgono ci faranno vivere estati sempre più lunghe e secche ed inverni sempre più freddi e piovosi. Negli ultimi 20 anni la temperatura media massima di un estate è aumentata di due gradi e mezzo attestandosi a 32,5 gradi rispetto agli anni dal 1960 al 90. Nel 2000 ci furono 25 giornate in cui si superarono i 35 gradi. Prima si contavano, in media, 5 giorni in un’estate.
‘Tutto ciò comporta una migliore gestione delle risorse idriche – ha detto Federico Grazzini, meteorologo Arpa anche se in autunno le piogge cadono in abbondanza, bisogna tenere conto dei lunghi periodi di siccità, dunque evitare sempre gli sprechi’
Capitolo acque di balneazione. Su circa 260 campionamenti nei 37 punti di prelievo sulla costa, solo in sei casi a Rimini sono state riscontrate non conformità nei parametri sui livelli di escherichia coli o eterococchi: 4 a Cattolica (la causa era un guasto al depuratore) e due a Rimini, alla foce del Marecchia a sud e a nord. Questa estate sono stati in tutto 23 i giorni interessati dal divieto di balneazione, da Torre Pedrera a Cattolica.
‘Le acque regionali sono di ottima qualità – ha detto la dottoressa Rita Rossi, referente arpa per la balneazione – quando vengono applicati i divieti di balneazione, non è perché si riferiscono a dati reali, bensì presuppongono che la qualità delle acque (per esempio dopo abbondanti piogge e con l’apertura degli sfioratori) sia alterata. L’allarme scatta immediatamente appena noi ,o comunichiamo ai comuni che poi emettono ordinanza di divieto. Ma si tratta di una misura preventiva. Ci vogliono 18 ore dopo la chiusura degli sfioratori per abbattere la carica microbiologica, dopodiché le acque tornano balneabili.
Nel 2013, inversione di tendenza per la qualità dell’aria, stando ai dati delle 5 centraline sparse in Provincia, è stato l’anno del ‘disinquinamento’, ha confermato Marco Zamagni – referente Arpa qualità dell’aria.
Nota dolente, le irregolarità delle aziende nella gestione corretta dei rifiuti. Su 534 ispezioni, in 38 casi c’è stata segnalazione all’autorità giudiziaria. Tra le aziende irregolari, purtroppo, ci sono anche tre grandi aziende del territorio che hanno l’autorizzazione ambientale: tra cui anche il biodigestore di Cà Baldacci (vedi notizia e la precisazione di Hera.
Le aziende stanno regolarizzando la loro posizione.
‘C’è stato un aumento delle irregolarità pari al 20%. la cosa certo non ci fa piacere ma tant’è.’ Ha detto Mauro Stambazzi – direttore Arpa provinciale’.
Novità:la sburocratizzazione. Dal 1° ottobre è in vigore l’autorizzazione unica ambientale per le piccole e medie aziende: di competenza della Provincia, durerà 15 anni sostituisce fino a 7 procedure diverse e per richiederla basta un’unica domanda da presentare per via telematica allo Sportello Unico per le attività produttive (SUAP). Inoltre, le aziende che ristrutturano, non devono più chiedere parere preventivo ad Ausl ed Arpa.
Ciò significa 600 procedure in meno da smaltire.












