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Referendum, niente quorum: in provincia il 34,61%. Per il Si 84,69%.

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Lun 18 Apr 2016 00:57 ~ ultimo agg. 19 Mag 11:15
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E’ stata del 34,61% l’affluenza finale al referendum sulle trivelle in provincia di Rimini. Un’affluenza superiore alla media nazionale del 32% ma che resterà solo una statistica per un referendum lontano dal quorum necessario. Sono state 87.120 le persone che si sono recate ai seggi sulle 251.714 aventi diritto.

A Rimini l’affluenza è stata del 34,88%, a Riccione un punto in più (35,88%).  A Santarcangelo il 35,54%, a Bellaria il 34,82%. A Misano il 35,06%.  L’affluenza più alta a Coriano con il 38,49%, davanti a San Giovanni in Marignano, 37,19%. A Casteldelci è andato a votare solo il 18,06% degli aventi diritto.

Per quanto riguarda i risultati, ininfluenti, in provincia di Rimini ha votato Si l’84,69%, no il 15,31%. Le schede bianche sono state lo 0,58%; le nulle lo 0,53%. Il dato nazionale è dell’85,84% di si, il 14,16% i no. Quello regionale è dell’80,30% di si, il 19,70% i no. Nel Comune di Rimini ha votato si l’84,35%, no il 15,65%. La percentuale maggiore di Si a Mondaino, con il 90,27%. La percentuale più alta di No a Maiolo, 25,29%.


Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi non è andato a votare: “L’astensione è una scelta, quando si parla di referendum. Tanto più se il quesito riguarda una discussione molto complessa, come era il caso della consultazione sulle cosiddette trivelle. Non ho votato perché ho ritenuto impropria la ‘logica della mannaia’ su un problema che anziché ‘trivella sì o trivella no’ (peraltro impropriamente politicizzato perdendo di vista il merito, come nella peggiore tradizione italiana), avrebbe dovuto attenere a una seria politica industriale sull’energia e in particolare sulle energie rinnovabili”.

Ma l’esito della consultazione va comunque rispettato e non deve procrastinare le risposte: “Il Governo non può più rinviare il tema di un Piano energetico nazionale centrato sulle energie rinnovabili e questo referendum, paradossalmente, si configura come un pressante impegno per farlo e non un ‘tana libera tutti’ per restare immobili, della serie ‘passata la festa, gabbato lo santo’. Le ragioni sono quelle di un’Italia che non può più attendere di modernizzarsi dal punto di vista delle energie, soprattutto rinnovabili; quelle di un’Italia che non può più procedere a tentoni, ferendo i territori anche paradossalmente attraverso iniziative ‘nominalmente’ sostenibili che alla base hanno però vecchie logiche speculative (penso al fotovoltaico o all’eolico selvaggio, usati in alcune situazioni per sostituire il mattone, devastando le campagne). Per questo un Piano serio e articolato va costruito e non è più rinviabile. E in questo perimetro, un Piano energetico nazionale, si può e si deve collocare anche il tema delle cosiddette ‘trivelle’.

Da Mara Marani, candidato sindaco di Rimini People,  un ringraziamento “ai 38.212 riminesi che questa domenica sono andati a votare per il Referendum. Perché ringraziare qualcuno che esercita un proprio diritto e rispetta un proprio dovere? Perché con un semplice ma importantissimo gesto si è dimostrato che quasi il 35% degli aventi diritto al voto della nostra città non si arrendono all’ignavia proposta dall’attuale sistema politico… ed è una gioia. Del totale ben 31.870 (84,35%) ha dimostrato anche qualcosa in più”.

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