Indietro
menu
a bellaria

Rapine a sfondo sessuale, coppia condannata

In foto: le gazzelle dei carabinieri davanti al tribunale
le gazzelle dei carabinieri davanti al tribunale
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 2 min
Mar 24 Mar 2026 17:46 ~ ultimo agg. 17:54
Tempo di lettura 2 min

Pattuivano prestazioni sessuali su appositi siti di incontri dove concordavano anche il luogo per l’appuntamento, il più delle volte appartato. Quando il malcapitato di turno si presentava, ecco che scattava la rapina. Una coppia di rapinatori, lui 42enne di Bellaria Igea Marina (difeso dall’avvocato Andrea Guidi), lei 44enne riminese (difesa dall’avvocato Alessandro Pierotti), è stata condannato con rito abbreviato dalla gup di Rimini, Raffaella Ceccarelli. La richiesta di condanna a 7 anni di reclusione per entrambi, si è tradotta in 5 anni per l'uomo e 3 anni e 4 mesi per la donna. Due le rapine contestate dalla Procura di Rimini: la prima (a cui partecipò solo il 42enne) avvenuta la notte del 30 ottobre 2024 ai danni di un uomo nel parcheggio del centro commerciale “Il Planetario” a Bellaria Igea Marina; la seconda consumatasi il 28 gennaio 2025 nel parcheggio di via Costa, sempre a Bellaria.

Proprio in relazione a quest’ultima, era stata arrestata dai carabinieri l’11 marzo la complice del 42enne, quella che, secondo gli investigatori dell’Arma, aveva adescato la vittima della seconda rapina. Dalle indagini era emerso che la donna, dopo essere stata contattata dalla vittima sul sito di incontri, gli avrebbe dato appuntamento in pieno giorno, alle 12.30, nel parcheggio. Fingendo di essere interessata a consumare una prestazione sessuale gratuita, la 44enne avrebbe convinto il malcapitato a spostarsi sul sedile posteriore dell’auto, lasciando la portiera aperta. A quel punto entrò in azione il 42enne, che, con il volto travisato e un coltello in mano, obbligò l’uomo a prelevare 550 euro da un vicino bancomat, per poi dileguarsi con la complice. Prima però l’avvertimento di non farsi più vedere e il ricatto, in caso contrario, di inviare le foto dell’incontro clandestino alla moglie. Solo dopo alcune ore, la vittima era riuscita a vincere il pudore denunciando l’accaduto ai carabinieri, che, grazie alle telecamere del bancomat riuscirono ad identificare i due. Nella loro abitazione, inoltre, i militari recuperarono alcuni oggetti rubati proprio dall'auto della vittima.

Altre notizie