Rapina al Tigotà. Caccia all’uomo e intanto polizia revoca a 30 privati il porto d’armi
Si chiude con una rapina a mano armata la settimana nera del centro storico, in cui il problema sicurezza è emerso in tutta la sua urgenza (ci sono state tre aggressioni violente tra la stazione, l’accoltellamento a San Giuliano, e la piazzetta Teatini di ieri, oltre agli atti vandalici in via Cairoli).
Erano le 13 di ieri quando un uomo con occhiali e sciarpa nera è entrato nel negozio “Tigotà” di via Flaminia a Rimini e impugnando una pistola e ha chiesto alla cassiera di consegnargli l’incasso della giornata. Il ladro ha portato via circa 270 euro, riuscendo a fuggire dal retro del negozio. Il titolare dell’esercizio non ha riportato lesioni.
Subito intervenuti sul posto, i poliziotti delle Volanti e della Polizia Scientifica della Questura di Rimini hanno assunto tutte le dichiarazioni dei presenti effettuato il sopralluogo ed i rilievi tecnici necessari per poter risalire all’identità del responsabile. Dalle prime evidenze dell’attività d’indagine avviate dalla Squadra Mobile emerge che l’arma utilizzata sia una pistola finta. I testimoni identificati oggi dagli uomini della Squadra Mobile hanno fornito preziose informazioni anche alla luce di analoghi episodi verificatisi nelle settimane passate. Numerose le perquisizioni ed i controlli effettuati. Indaga la Squadra Mobile, mentre l’esasperazione dei cittadini sale.
L’ attività svolta ha consentito anche di identificare oltre 50 persone e denunciarne 5. In materia di armi, l’intensificazione dell’attività di prevenzione sui titolari di licenze e autorizzazione al porto e detenzione di armi, una serie di verifiche ha portato sino ad ora alla revoca di circa 30 autorizzazioni sia per difesa personale che uso caccia, per mancanza dei requisiti soggettivi degli interessati.











