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riceviamo e pubblichiamo

Pulire senza sfalciare: utopia? Il contributo di una ambientalista riminese

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Ven 9 Ago 2024 15:30 ~ ultimo agg. 1 Giu 19:41
Tempo di lettura 3 min

Riceviamo e pubblichiamo il pensiero di Arianna Lanci di “Monumenti Vivi Rimini” a proposito degli sfalci operati sistematicamente sul verde nel lungofiume Marecchia di San Giuliano Mare:

“Quale idea di “pulizia” si continua a veicolare con questo tipo di intervento, che scatta soltanto per tagliare – in modo violento – vegetazione e fiori selvatici- senza mai pulire davvero? Ci sono grandi rifiuti accumulati sotto i ponti della ferrovia, quelli tra il ponte delle Celle e il ponte di Rivabella. Sono gli stessi ponti in cui si concentra la presenza di una grande colonia di rondini e balestrucci: presenza poetica, bellissima, oltre che preziosa. Quei rifiuti dopo lo sfalcio di stamattina continuano a restare lì dove sono, senza contare che ad essi si uniranno frammenti di rifiuti sminuzzati, più adatti a disperdersi nell’aria e nel mare. I cittadini sono disturbati dai fiori selvatici – di carota e di cicoria – più che da pezzi di bici ammassati sul bordo della ciclabile? Senza contare che tagliare il folto della vegetazione impedisce ai piccoli animali di proteggersi: pensiamo soprattutto ai pulli.

Proprio la settimana scorsa un pullo di gabbiano si riparava nella vegetazione che è stata rasa al suolo stamattina nel tratto di ciclabile detto Lungofiume degli Artisti. Ci sono anche altri piccoli uccelli come i beccamoschini che si nascondono nella vegetazione prima di volare. Per non parlare degli insetti. Si può pensare a una “cura” del lungofiume Marecchia a San Giuliano Mare che non significhi taglio indiscriminato, ma semplice rimozione dei rifiuti, per rispetto verso la natura selvatica e la sua libertà? Almeno lì, lungo la ciclabile, potremmo lasciarla “libera” la natura? Che fastidio può mai dare? Alla vigilia del Nuovo Piano del Verde del Comune possiamo sperare in un cambio di visione culturale, che metta al centro i diritti della natura selvatica e che si traduca in un ripensamento nella pratica degli sfalci lungo argini e bordi strada, nel pieno rispetto della vita vegetale e di quella animale?”

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