Progetto Scuole aperte 31 agosto-14 settembre: organizzazione resta complessa
Sul progetto regionale Scuole aperte, che prevede la possibilità di svolgere attività nelle scuole primarie nelle due settimane che precedono la ripartenza vera e propria del calendario scolastico, ci sono stati nuovi confronti che in momenti diversi hanno coinvolto il Comune di Rimini, gli enti gestori dei centri estivi, il Terzo settore (educatori e specialisti dell’inclusione scolastica), i dirigenti delle scuole statali e i rappresentanti delle scuole paritarie.
Accanto al tema degli spazi, c’è quello del personale educativo, decisivo per capire se il progetto potrà partire in un incastro tra disponibilità, ferie, continuità educativa. Il Comune, nelle ultime ore, ha incontrato enti gestori e cooperative: la disponibilità è stata definita massima, ma il calendario gioca contro. Settembre, per chi lavora nei servizi educativi, è il mese più delicato dell’anno: gli educatori arrivano da dieci mesi di scuola e da un’estate nei centri estivi, e proprio nella prima metà di settembre concentrano le ferie che non possono essere spostate.
Il sistema locale è ampio e strutturato: tra enti gestori e cooperative, circa 80 operatori seguono i centri estivi, mentre 270 educatori dell’inclusione scolastica — quelli che garantiscono la presenza accanto ai bambini con disabilità — lavorano all’interno della RTI Il Millepiedi – Proges – CAD. Sono numeri importanti, che raccontano una rete professionale solida, ma anche un equilibrio complesso: per attivare il servizio servono educatori per la gestione dei gruppi (due ogni venti bambini) e, soprattutto, gli educatori specializzati per l’inclusione, priorità dell’Amministrazione.
Il Comune di Rimini attende ora le comunicazioni formali degli altri istituti e la verifica definitiva delle disponibilità degli educatori. Solo allora sarà possibile capire quali plessi potranno aprire e quanti bambini potranno essere accolti nel periodo 31 agosto – 14 settembre.
Il Comune sta lavorando anche al sistema di accesso. Per rispondere prima di tutto ai bisogni educativi e sociali più rilevanti, al primo posto ci saranno bambine e bambini con disabilità certificata e i minori seguiti dal servizio sociale, per i quali è stata formulata una richiesta di inserimento.
Subito dopo, il criterio guarda alla conciliazione vita‑lavoro: avranno precedenza i bambini con entrambi i genitori lavoratori, seguiti da quelli con un solo genitore impegnato in attività lavorativa. Una scelta che riprende la finalità del progetto regionale, nato proprio per sostenere le famiglie nel periodo di maggiore transizione tra estate e scuola.
Sono considerati allo stesso livello dei genitori lavoratori anche situazioni particolari: genitori impossibilitati al lavoro per handicap, nuclei con un solo genitore o con affidamento esclusivo, e le vittime di violenza di genere inserite in percorsi di protezione. Quando le domande dovessero avere lo stesso punteggio, la precedenza sarà data ai fratelli o sorelle già iscritti nella stessa sede, per evitare dispersioni e complicazioni logistiche, e poi ai bambini più piccoli, che più degli altri beneficiano della continuità educativa.










