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disponibilità delle paritarie

Progetto Scuole aperte 31 agosto-14 settembre: organizzazione resta complessa

In foto: repertorio (Pexels)
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di
Redazione
   
Tempo di lettura 5 min
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Sul progetto regionale Scuole aperte, che prevede la possibilità di svolgere attività nelle scuole primarie nelle due settimane che precedono la ripartenza vera e propria del calendario scolastico, ci sono stati nuovi confronti che in momenti diversi hanno coinvolto il Comune di Rimini, gli enti gestori dei centri estivi, il Terzo settore (educatori e specialisti dell’inclusione scolastica), i dirigenti delle scuole statali e i rappresentanti delle scuole paritarie.

Dal 31 agosto al 14 settembre, ogni mattina dalle 8.30 alle 12.30, le scuole che riusciranno ad aprire offriranno attività socio‑educative gratuite ai bambini che a settembre entreranno dalla seconda alla quinta primaria, statali e paritarie. Un servizio pensato per accompagnare le famiglie nel passaggio tra estate e nuovo anno scolastico, con un bacino potenziale di circa 525 alunni.
Nelle ultime ore il Comune ha avviato un confronto serrato con dirigenti scolastici, enti gestori dei centri estivi e cooperative che impiegano educatori, compresi quelli specializzati nell’inclusione. L'obiettivo è capire come il progetto potrà essere costruito sul territorio, dentro un quadro che quest’anno è particolarmente compresso.
 
Le prime risposte formali sono arrivate da due istituti comprensivi su sette. Le scuole statali stanno collaborando e si stanno attivando, ma il quadro che emerge è inevitabilmente parziale: alcuni plessi potranno aprire, altri no; e all’interno dei plessi disponibili saranno attivabili solo alcune classi o sedi, con una riduzione dei posti potenziali.
Una situazione che non nasce da mancanza di volontà, ribadiscono le parti in causa, ma da vincoli oggettivi: cantieri estivi, spazi già impegnati e personale scolastico impegnato nelle attività previste dal calendario scolastico, che in quel periodo comprende avvio dell’anno, programmazioni, riunioni e preparazione delle sedi. Per questo il Comune si sta preparando a farsi carico dell’intera organizzazione, dalle iscrizioni alla logistica.
Le altre cinque scuole invieranno la comunicazione formale nei prossimi giorni, ma dai colloqui informali emerge un quadro simile: disponibilità frammentate, aperture possibili solo in alcune sedi, in un contesto che richiede equilibrio e collaborazione.
 
Arrivano invece segnali più ampi dalle scuole paritarie che si muovono con parità. Tre istituti hanno già comunicato la disponibilità ad accogliere circa 60/70 alunne e alunni, un contributo che potrebbe alleggerire la pressione sulle sedi statali. Resta da verificare la piena compatibilità con i criteri regionali e comunali.

Accanto al tema degli spazi, c’è quello del personale educativo, decisivo per capire se il progetto potrà partire in un incastro tra disponibilità, ferie, continuità educativa. Il Comune, nelle ultime ore, ha incontrato enti gestori e cooperative: la disponibilità è stata definita massima, ma il calendario gioca contro. Settembre, per chi lavora nei servizi educativi, è il mese più delicato dell’anno: gli educatori arrivano da dieci mesi di scuola e da un’estate nei centri estivi, e proprio nella prima metà di settembre concentrano le ferie che non possono essere spostate.
Il sistema locale è ampio e strutturato: tra enti gestori e cooperative, circa 80 operatori seguono i centri estivi, mentre 270 educatori dell’inclusione scolastica — quelli che garantiscono la presenza accanto ai bambini con disabilità — lavorano all’interno della RTI Il Millepiedi – Proges – CAD. Sono numeri importanti, che raccontano una rete professionale solida, ma anche un equilibrio complesso: per attivare il servizio servono educatori per la gestione dei gruppi (due ogni venti bambini) e, soprattutto, gli educatori specializzati per l’inclusione, priorità dell’Amministrazione.

Il Comune di Rimini attende ora le comunicazioni formali degli altri istituti e la verifica definitiva delle disponibilità degli educatori. Solo allora sarà possibile capire quali plessi potranno aprire e quanti bambini potranno essere accolti nel periodo 31 agosto – 14 settembre.

Il Comune sta lavorando anche al sistema di accesso. Per rispondere prima di tutto ai bisogni educativi e sociali più rilevanti, al primo posto ci saranno bambine e bambini con disabilità certificata e i minori seguiti dal servizio sociale, per i quali è stata formulata una richiesta di inserimento.
Subito dopo, il criterio guarda alla conciliazione vita‑lavoro: avranno precedenza i bambini con entrambi i genitori lavoratori, seguiti da quelli con un solo genitore impegnato in attività lavorativa. Una scelta che riprende la finalità del progetto regionale, nato proprio per sostenere le famiglie nel periodo di maggiore transizione tra estate e scuola.
Sono considerati allo stesso livello dei genitori lavoratori anche situazioni particolari: genitori impossibilitati al lavoro per handicap, nuclei con un solo genitore o con affidamento esclusivo, e le vittime di violenza di genere inserite in percorsi di protezione. Quando le domande dovessero avere lo stesso punteggio, la precedenza sarà data ai fratelli o sorelle già iscritti nella stessa sede, per evitare dispersioni e complicazioni logistiche, e poi ai bambini più piccoli, che più degli altri beneficiano della continuità educativa.

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