Sempre più anziani che richiedono assistenza e sempre meno badanti. E' allarme
Cresce il numero di anziani e aumenta la richiesta di assistenza ma, parallelamente, diminuiscono le persone disponibili a prendersene cura. E quelle che restano sono, a loro volta, sempre più anziane. Preoccupano i dati dell'Osservatorio CISL Romagna che, partendo dai dati INPS, ha analizza l'andamento delle badanti regolarmente occupate nelle province di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena dal 2016 al 2025 e ne ha stimato l'evoluzione fino al 2036. Dieci anni fa le badanti presenti nelle tre province romagnole erano 17.147 mentre nel 2025 sono scese a 14.690. 2.457 lavoratrici in meno (-14,3%) con la contrazione più marcata a Ravenna (-19%) e quella più contenuta a Rimini dove comunque la perdita arriva all'8,3%. Ancor più preoccupante il dato relativo all'età delle lavoratrici: se infatti 10 anni fa una badante su due aveva meno di 50 anni, oggi questa componente si è drasticamente ridotta passando da 7.648 a 4.110. A Ravenna si registra un vero e proprio dimezzamento mentre a Forlì-Cesena il calo è stato del 44% e a Rimini del 41,8%. Cresce invece il numero delle lavoratrici over 60, aumentate del 70% in Romagna con Rimini in vetta con un +76,9%. Oggi nel riminese oltre quattro badanti su dieci hanno più di 60 anni. In costante deterioramento anche il rapporto badanti/anziani over 80: nel 2016 a Rimini si contava una lavoratrice ogni 4,4 anziani mentre nel 2025 il rapporto è diventato di 1 ogni 5,7. E le cose vanno peggio nelle altre province romagnole. Le proiezioni al 2035 indicano un ulteriore peggioramento: nel riminese ci sarà una badante ogni 7,9 over 80. Nei prossimi 10 anni si stima infatti una perdita di altre 3781 addette in tutta la Romagna che scenderebbe quindi sotto quota 11.000. A fronte anche di un costante aumento di età delle lavoratrici (nel riminese quasi 2 su tre sarebbero over 60). In sostanza, in meno di vent'anni la copertura assistenziale privata si sarà quasi dimezzata, in un contesto in cui la popolazione da assistere continua invece a crescere.
Il commento
“Questi dati raccontano una trasformazione che va ben oltre il mercato del lavoro - afferma il Segretario Generale della CISL Romagna Francesco Marinelli -. Parlano della capacità futura delle nostre comunità di rispondere ai bisogni di cura di una popolazione che invecchia. Per anni il lavoro delle assistenti familiari ha rappresentato una componente fondamentale del welfare territoriale. Oggi vediamo però una forza lavoro che diminuisce e che, contemporaneamente, invecchia. È un segnale che non possiamo ignorare”. i
“Sappiamo che nei prossimi dieci anni aumenteranno gli anziani non autosufficienti e aumenterà la domanda di assistenza - continua Marinelli -. Se contemporaneamente diminuisce l’offerta di lavoro di cura, il rischio è quello di scaricare un peso sempre maggiore sulle famiglie e sui servizi pubblici. Per questo serve una programmazione che metta al centro il lavoro di cura, la non autosufficienza e il rafforzamento della rete territoriale dei servizi.”
“Le trasformazioni demografiche non sono emergenze improvvise: sono processi che si sviluppano nel tempo e che possono essere governati se affrontati per tempo - chiosa il segretario cislino -. I dati ci consentono di vedere oggi ciò che potrebbe accadere domani. Per questo è necessario aprire una riflessione seria sul futuro dell’assistenza domiciliare, valorizzando il lavoro di cura e costruendo risposte adeguate ai bisogni delle persone e delle famiglie”.
“Se questa tendenza non verrà invertita, il problema non riguarderà soltanto il mercato del lavoro di cura, ma la tenuta stessa delle famiglie. La progressiva riduzione delle assistenti familiari e il loro costante invecchiamento rischiano di lasciare sempre più famiglie sole nella gestione quotidiana degli anziani non autosufficienti, con un carico assistenziale sempre più difficile da sostenere. In questo scenario, la mancanza di assistenza domiciliare adeguata può tradursi in un aumento della pressione sul servizio sanitario territoriale, con più accessi ai pronto soccorso, più ricoveri ospedalieri e una domanda crescente di servizi già sotto pressione. Per questo è necessario intervenire con urgenza - conclude Marinelli - , rafforzando il lavoro di cura e sostenendo concretamente le famiglie, perché senza un sistema di assistenza domiciliare solido e accessibile il rischio è quello di scaricare sulle famiglie e sul sistema sanitario locale un peso sempre più insostenibile.”
Le tabelle
le tabelle elaborate dalla Cisl Romagna










