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Una sanità d'eccellenza

Prima donazione "a cuore fermo" all'Ospedale Infermi di Rimini

In foto: Prima donazione "a cuore fermo" all'Infermi di Rimini
Prima donazione
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Lun 20 Apr 2026 15:16 ~ ultimo agg. 15:43
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L’Ospedale Infermi di Rimini ha fatto un importante passo avanti nella donazione di organi e nella collaborazione tra le équipe rianimatorie e cardiochirurgiche dell’Emilia-Romagna. E' stato effettuato con successo infatti un prelievo di cuore da donatore dopo arresto cardiaco (DCD, Donation after Circulatory Death), destinato al trapianto in un altro centro nazionale. L’intervento è stato reso possibile grazie alla stretta collaborazione tra anestesisti-rianimatori, cardiochirurghi, infermieri e tecnici di perfusione cardiocircolatoria, personale del Coordinamento Ospedaliero Procurement, personale della sala operatoria e delle terapie intensive, oltre al supporto fondamentale del Centro Riferimento Trapianti dell’Emilia-Romagna (CRT-ER). “La donazione DCD rappresenta una delle frontiere più avanzate della medicina dei trapianti - spiega il dottor Massimo Baiocchi, Direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Rimini - In questi casi il cuore del donatore si ferma spontaneamente e, dopo un periodo di osservazione e accertamento della cessazione irreversibile della circolazione, viene riattivato con tecniche extracorporee di perfusione controllata, per consentirne la valutazione e il prelievo in totale sicurezza”. L’Ospedale Infermi di Rimini conferma così il proprio impegno nel campo della donazione e trapianto di organi, all’interno di una rete nazionale che continua ad evolversi verso modelli sempre più innovativi e sicuri, a beneficio dei pazienti e delle loro famiglie. “Un traguardo che testimonia la maturità raggiunta dal nostro ospedale, un’organizzazione capace di accompagnare processi complessi - sottolinea la direttrice del presidio ospedaliero Francesca Raggi - La donazione di organi è un gesto di grande valore civile e sanitario, ma perché le donazioni avvengano servono prima di tutto i donatori: persone che hanno scelto di esprimere la propria volontà e familiari che, in momenti di grande dolore, trovano la forza di confermarla. A loro va restituito il valore straordinario di questa decisione”. Il prelievo di cuore da donatore a cuore fermo rappresenta un passaggio cruciale nell’evoluzione delle strategie di donazione e trapianto: "Significa ampliare concretamente le possibilità di cura per i pazienti in lista d’attesa - afferma Erika Cordella, direttrice del Centro di Riferimento Trapianti regionale - e rendere accessibili opportunità terapeutiche fino a pochi anni fa impensabili”.

 

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