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Polo Benessere. Biagini: prima di eventuali azioni serve analisi approfondita

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Per veder sorgere il Polo del Benessere, se mai nascerà, si dovrà attendere ancora molto. La convenzione con CoopSette, società emiliana che non naviga recentemente in buone acque, è scaduta il 31 dicembre del 2012 ma della struttura che avrebbe dovuto dare una mano anche alla riqualificazione dell’intera area di Miramare non si vede molto. L’unico intervento completato è quello di restyling del Talassoterapico mentre la colonia Novarese è ancora al palo.
Il comune nel marzo scorso ha chiesto ad un pool di legali di studiare il contratto del 2005 con il quale l’amministrazione cedeva a Coopsette il 94% del capitale sociale di RiminiTerme per capire se la società fosse inadempiente.
Coopsette a sua volta ha depositato una relazione in cui spiega di essere in regola visto che sul Polo del Benessere ha investito i 9 milioni previsti dal contratto.
Di diverso avviso gli avvocati.
“Il parere fornitoci dai legali dice che Coopsette aveva un obbligo di risultati – spiega alla trasmissione Tempo Reale (Radio Icaro – Icaro Tv) l’assessore Roberto Biagini cioè doveva concretamente realizzare gli investimenti che erano stati proposti nel piano industriale legato al contratto. Quindi Coopsette doveva realizzare nell’area di pertinenza della colonia una struttura polivalente, doveva riqualificare funzionalmente il Talassoterapico e dovevi valorizzare la ex Novarese.”
E ora cosa accadrà?
“Adesso la palla passa alla Giunta comunale – specifica l’assessore – convocheremo i tre legali e il segretario generale e proporremo delle domande specifiche sul tema. Si dovrà decidere se avvalersi o meno della clausola compromissoria prevista dal contratto e quindi se instaurare un’azione nei confronti di Coopsette.”

Ieri l’assessore ha esposto la situazione in commissione e dall’opposizione non sono mancate le critiche. Bisogna fare presto, hanno detto i consiglieri di PdL e 5 Stelle Mauro e Franchini, perché il comune rischia di perdere la Novarese. E poi sono stati sollevati dubbi sul contratto che non prevederebbe penali in caso di inadempienze.
“Si tratta di un contratto del 2005 – evidenzia però Biagini, di professione avvocato – e la materia è complessa e non si può licenziare solo ed esclusivamente guardando quello che manca. Le interpretazioni contrattuali che riguardano una pubblica amministrazioni e sono consequenziali ad una delibera del consiglio comunale devono essere valutate nella loro interezza. Bisogna stare molto attenti nelle valutazioni e andarci col bilancino del farmacista”.

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