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poliziotto in carcere: partito tour lisipo per la grazia a Ivan Liggi

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Mer 21 Giu 2006 17:06 ~ ultimo agg. 11 Mag 17:32
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l’ex agente della Polizia stradale di Rimini che il 24 febbraio del ’97, dopo un’ora di inseguimento, uccise Giovanni Pascale, 33enne riccionese inspiegabilmente fuggito a un posto di controllo della Stradale.
Liggi, condannato il 15 ottobre del 2004 dalla Cassazione a 9 anni e 5 mesi per omicidio volontario, è in carcere da ormai due anni. Un caso giudiziario, quello dell’ex agente della Polstrada in servizio al momento dell’esecuzione della sentenza
alla Polfer di Pesaro, molto particolare. Il 10 luglio del ’98, infatti, la corte d’assise di Rimini lo aveva riconosciuto colpevole di omicidio colposo e falso ideologico condannandolo
complessivamente a 5 anni di reclusione. Sentenza capovolta
dalla corte d’assise d’appello il 28 gennaio del 2000: rileggendo le testimonianze e le perizie – il colpo fu esploso a un metro e 11 centimetri da terra, a testimonianza per i giudici
che Liggi voleva uccidere – quello sparo fu ritenuto volontario e Liggi venne condannato a 9 anni e 8 mesi. Il 3 luglio 2001, un primo pronunciamento della Cassazione annullò la seconda
sentenza, rinviando ad altra sezione d’assise a Bologna, che il 9 dicembre del 2002 sentenziò: 9 anni e 5 mesi. Ivan Liggi è stato condannato anche a un risarcimento danni a favore dello
Stato di 130 mila euro.I due camper del Lisipo, dopo una tappa nella sede del
comando della Polstrada riminese, si sono spostati a Marina centro, in piazzale Marvelli, a poche centinaia di metri dal luogo dove trovò la morte Pascale. Accanto al segretario nazionale Antonio De Lieto e alla segretaria nazionale aggiunta Stella Cappelli, Natale, padre di Ivan Liggi, e la sorella. “Chiediamo al capo dello Stato e al Guardasigilli – ha spiegato De Lieto – che esaminino con la stessa celerità avuta per la concessione della grazia a Bompressi la pratica Liggi. Un caso
che a suo tempo abbiamo già presentato all’ex ministro Castelli senza avere però risposte”.
Per questo dopo la tappa di Terni (domani) davanti alla prefettura e al presidio del 23 in piazza del Quirinale a Roma, farà seguito la nuova consegna della documentazione per la grazia, con le firme di solidarietà di semplici cittadini come di esponenti politici, alla Presidenza della Repubblica. Il
Lisipo quindi si sposterà davanti alla Prefettura di Napoli sabato 24, mentre domenica farà un presidio a Ceppaloni (Benevento) dove il sindacato dovrebbe incontrare il ministro
Mastella. “Quanto accaduto a Liggi – ha concluso De Lieto – è la dimostrazione di quanti e a quali rischi va incontro quotidianamente un operatore delle forze dell’ordine. Noi siamo
qui in piazza per difendere tutti gli operatori di polizia”.

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