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Piccole medie imprese, innovazione e qualità: il resoconto del convegno PMI-CNA

di Redazione   
Tempo di lettura 6 min
Ven 14 Feb 2003 11:33 ~ ultimo agg. 31 Mag 16:21
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PMI Servizi è la struttura di CNA Rimini che promuove innovazione e sviluppo per la piccola e media impresa. Dopo aver formato il suo Club delle Aziende di Qualità (oltre 80 imprese che hanno adottato i criteri di certificazione e vengono costantemente seguite nel loro percorso, circa 200 quelle cui si forniscono servizi). Il resoconto del convegno a cura di CNA Rimini.

“Sempre di più – ha detto Giuliano Farotti, presidente Presidente Club Qualità PMI/CNA – qualità e innovazione rappresentano elementi di selezione. Sempre di più vince sul mercato chi è in grado di essere competitivo sugli standard richiesti a livelli sempre più ampi, fino a quello globale.
E anche la piccola azienda si trova a confrontarsi con concorrenti lontani, e su mercati sempre più ampi, dove può vincere solo compiendo scelte innovative e ben indirizzate. Di qui l’importanza di monitorare costantemente la rete delle piccole imprese (che in Italia sono il 90% di quelle attive) e di sviluppare un confronto stabile col sistema nel suo insieme”.

Farotti ha spiegato che ambizione di PMI/CNA Rimini è di “rappresentare in maniera incisiva quella struttura diffusa e intermedia (dai 10 ai 200 addetti) che sta fra la grande industria e la micro-impresa”.

Riguardo al Club di Qualità che presiede, Farotti ha così elencato le sue finalità: “Promuovere con ogni mezzo il miglioramento professionale dei titolari di impresa. Collaborare, anche a livello di orientamenti formativi, alla definizione delle competenze professionali, necessarie allo svolgimento del ruolo di Responsabili Assicurazione Qualità Aziendale. Promuovere l’efficacia dei Sistemi di Gestione per la Qualità Aziendale. Contribuire alla promozione della Cultura della Qualità.
Facilitare il lavoro dei Responsabili Qualità, promovendo lo scambio di esperienze e il confronto tra i soci. Facilitare l’acquisizione di informazioni sull’evoluzione di metodologie a supporto della Qualità Aziendale, sulle modalità operative degli Enti di Certificazione, sulle normative tecniche. Individuare argomenti di interesse comune attorno ai quali sviluppare attività di ricerca, consulenze mirate, gruppi di lavoro, seminari, corsi formativi, testimonianze, ricerche documenti e altro. Promuovere e determinare un codice deontologico delle Aziende Certificate nei confronti dei clienti e nelle modalità operative di soddisfacimento rispetto alle aspettative degli stessi clienti.
Affiancare le Aziende nel reperimento di norme di settore e nella Gestione del miglioramento continuo Aziendale. Fare da calmiere ai prezzi sulle consulenze. Garantire la Qualità delle attività proposte. Fare da filtro fra imprese e consulente per personalizzare meglio le risposte all’esigenza dell’impresa.

Salvatore Bugli, Direttore Provinciale CNA Rimini, ha ricordato i dati attuali della PMI nel riminese: ben il 98% delle aziende hanno meno di 20 dipendenti; la certificazione di qualità, fino a pochi anni fa del tutto rara, sta facendo notevoli progressi, anche se vede la nostra provincia ancora ultima in Regione. Eppure proprio qui sono nate esperienze poi imitate ovunque, come Global Service: per la prima volta in Italia 150 piccole imprese si sono messe insieme per offrire servizi globali ai patrimoni immobiliari pubblici e privati.
Bugli ha poi chiesto all’ente pubblico, Provincia e Camera di Commercio in particolare, di essere più pronto nel “fare sistema” e meglio coordinato nell’azione dei diversi organismi.

Enzo Finocchiaro, Dirigente A.A.E.E. Provincia di Rimini, nel rispondere ha ricordato l’impegno del suo Ente: fra l’altro, crediti per 6,5 milioni di euro erogati fra il ’95 e il 2002, che hanno messo in moto investimenti per 100 milioni di euro da parte di 2.500 imprese. Finocchiaro ha poi rimarcato l’impegno della Provincia di Rimini per lo sviluppo sostenibile, “che parte necessariamente dalla qualità della piccola impresa”.

Maurizio Temeroli, Segretario Generale C.C.I.A.A. Rimini, ha annotato i punti di forza e quelli critici del nostro territorio rispetto al resto della Regione: “Di positivo c’è la più alta densità di imprese; la popolazione più giovane – e cioè la più alta quota di persone fra i 14 ed i 49 anni -; una buona dotazione strutturale, grazie a Fiera ed aeroporto e nonostante la viabilità; la forte vocazione all’ospitalità.
Di negativo, le imprese più piccole della Regione, con solo 15 che superano i 250 addetti; la più bassa percentuale di brevetti depositati; la più bassa propensione all’export, anche se in aumento; la più alta percentuale di disoccupazione, anche se la stagionalità può falsare i dati; la più bassa domanda di laureati, proprio mentre l’ateneo riminese sta decollando”.
Temeroli ha poi citato uno studio Ocse che vede Italia e Usa agli estremi opposti riguardo alla competitività: “Più che dalla piccola dimensione delle nostre imprese, questo dipende soprattutto dal ritardo tecnologico: solo il 9% delle imprese italiane ha un sito web, contro il 46% della media europea; acquistano on line il 9% contro il 26% dell’Europa; vendono on line il 3% contro il 18%”. Temeroli ha quindi manifestato preoccupazione per lo stato di confusione in cui stanno avanzando le riforme istituzionali, con il varo di statuti regionali disomogenei e nei quali il ruolo stesso delle Camere di Commercio viene messo in discussione, stravolto o addirittura ignorato.
“Nel frattempo i tagli della legge finanziaria ci colpiscono in maniera del tutto ingiustificata. Il 15% delle nostre risorse è stato congelato per legge, quando si tratta non di denaro pubblico, ma dei diritti camerali che le imprese versano in cambio di servizi”.

“Tagli – ha aggiunto Salvatore Bugli – che riguardano anche la Provincia di Rimini per circa un milione di euro, pari ad oltre il 10% del suo bilancio, e che colpiscono in modo grave la ricerca, la scuola e la formazione”.

Domenico Pazzi, Responsabile Finanziamenti PMI/CNA Rimini, ha informato i presenti riguardo le possibilità ancora parte di finanziamenti agevolati ed a fondo perduto connessi alle certificazioni di qualità. Pazzi ha ricordato che la Regione sta per rifinanziare gi incentivi, “ma al momento è aperto solo il bando della Provincia di Rimini per finanziamenti a fondo perduto fino al 30% dell’investimento per certificazione di qualità, rivolto solo agli artigiani. Altre risorse sono disponibili grazie all’EBEM, Ente Bilaterale Emilia-Romagna, con contributi fra il 10 e il 15%.

Giorgio Allari, Segretario Regionale CNA Emilia Romagna, nelle sue conclusioni ha rivendicato alla “piccola, media e microimpresa” il merito di continuare a generare occupazione e produrre qualità nel nostro Paese, “a fronte di una grande industria dove gli occupati calano e la qualità spesso è mancata del tutto”. Allari ha fatto notare come la media italiana di 4,2 addetti per impresa sia assolutamente in linea con quella europea, “mentre è più facile e meno costoso migliorare la qualità della PMI rispetto alle rigidità della grande impresa”.
E visto che le produzioni italiane, ed in particolare della nostra Regione, non potranno mai competere con quelle dei Paesi in via di sviluppo sul piano del prezzo, “si comprende come il fattore qualità diventi assolutamente decisivo”. Una qualità, ha proseguito Allari, che parte innanzi tutto da quella del territorio: “Se si hanno buoni asili, per esempio, la famiglia può meglio dedicarsi all’impresa. Ricordiamo che gran parte delle nostre aziende sono appunto di natura familiare”.
Naturalmente, il funzionamento delle istituzioni deve far parte di questo livello qualitativo: “Ma in questo momento invece della collaborazione si assiste ad un conflitto continuo fra i diversi organi pubblici e fra il centro e la periferia”. Allari ha quindi ricordato la presenza CNA in Emilia-Romagna: 62 mila imprese associate, 5 mila delle quali sono vere e proprie industrie; 3 mila commercianti, 4 mila atipici.

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