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Piano Santa Giustina, da Commissione parere negativo. Show di Pironi (PD)

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Lun 25 Mar 2013 13:20 ~ ultimo agg. 16 Mag 12:04
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Contrario il Pd che si è dunque ricompattato, insieme a Galvani (FDS). Favorevoli invece Moretti e Cingolani (PDL) e, in maggioranza, Astolfi (Rimini per Rimini). Astenuto Camporesi del 5 Stelle, che ha coniato il termine
“rivirgination edilizia” per quanto il sindaco starebbe facendo. Brunori (IDV) è uscito per motivi personali facendo sapere che avrebbe votato a favore.
Ma il protagonista è stato il consigliere del PD Pironi (nella foto Newsrimini.it), intervenuto pur non facendo parte della Terza Commissione, che ha rinfacciato al sindaco di avere fatto in campagna elettorale una toccata e fuga nelle frazioni tra Corpolò e Dogana parlando di un generico rinnovamento senza spiegare invece le questioni in discussione oggi, soprattutto l’intenzione di ridurre a posteriori le previsioni edificatorie del PRG. “La faccia in campagna elettorale ce l’ho messa io”, ha detto Pironi con un esplicito “Io non faccio il bamboccio di nessuno””. Un atteggiamento, quello verso i piani particolareggiati – ha detto – che non è nemmeno rispettoso di assessori, dirigenti e tecnici che li hanno seguiti e approvati.
Anche Gioenzo Renzi, altro consigliere fuori commissione, ci ha messo del suo per infiammare il dibattito ribadendo la nullità giuridica del Masterplan come strumento urbanistico.
Aspettano ora il voto del Consiglio i titolari del piano particolareggiato, 21 persone in rappresentanza di nove famiglie (e qualcuno dal 2005, data di partenza dell’iter a oggi, è venuto a mancare). Ma, visto l’orientamento del Consiglio, non escludono al momento nessuna forma di iniziativa a tutela dei loro diritti: la responsabilità dell’Amministrazione in caso di bocciatura del piano, spiegano, ci sarebbe comunque: civile, amministrativa, contabile o penale.
Contestano in particolare il fatto di essere stati indirizzati dalle passate amministrazioni a chiedere di sviluppare in altezza da tre a quattro piani il loro progetto, dopo il rifiuto di una monetizzazione per quella parte di edificazione che, con i superstandard da garantire, non riusciva più a entrare nel piano. Con parere negativo da una parte l’Amministrazione rinuncerebbe a 30.000 mq di terreno ceduto gratuitamente e a oneri vari per circa due milioni. Dall’altra, dicono i titolari, ripresentare il progetto senza variante significherebbe la sua stessa fine: si finirebbe di nuovo in un groviglio burocratico che, visti i precedenti, soffocherebbe il piano.
La maggioranza invece è convinta nel portare avanti la linea del cambiamento: nessuno può costringere i consiglieri a votare per una cosa che contrasta con il programma elettorale. Sostenitore del cambiamento anche Astolfi, che però chiarisce: da ora, ma senza cambiare niente di quello che è passato. Fraternali, astenuto per le Celle e oggi invece contrario, ha chiarito: nessuna pressione, ma solo una migliore comprensione delle cose.

(Newsrimini.it)

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