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Piani bocciati, il dibattito continua. Sarti e Moretti: sindaco incoerente

di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Gio 28 Mar 2013 12:53 ~ ultimo agg. 16 Mag 12:22
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Scrive Giulia Sarti:“Un Sindaco indebolito dalle recenti politiche cerca di cambiare le carte in tavola rinnegando decenni della gestione del suo partito (e sua) bocciando varianti edilizie”.
“Purtroppo per la vecchia politica il Movimento 5 Stelle ha un’opzione in più: non partecipare alla farsa andata all’ultimo consiglio comunale.
Dunque voglio sottolineare, se ancora ce ne fosse bisogno, la continuità del pensiero tra tutti i cittadini a 5 Stelle, sia che essi siano impegnati in un Gruppo Consiliare, sia che essi siano impegnati nelle aule del Parlamento”

Per concludere: “I cittadini di Rimini hanno sotto gli occhi l’operato incongruente del loro Sindaco che da una parte vanta il Consiglio Comunale con meno sedute della storia del Comune di Rimini e dall’altra chiama i Consiglieri Comunali a decidere in 72 ore per bocciare varianti su progetti che attendono da 7 anni e che lui stesso ha politicamente avvallato”.

La lettera aperta di Giuliana Moretti:

Caro Marco A.
Ho voglia di rispondere alle tue dichiarazioni perchè la lunga seduta del consiglio di ieri sera mi ha lasciato l’amaro in bocca . Si possono trovare motivazioni ad ogni azione. Ma vi sono motivazioni soddisfacenti e no. Scusa ma quelle che tu adduci mi lasciano a dir poco perplessa. E mi interesssa approfondire onestamente il ragionamento al di là degli slogan d’effetto.
Tu sostieni che il passaggio compiuto ieri sera sia quello dall’interesse privato all’interesse pubblico. Dopo avere per decenni fatto prevalere l’interesse di pochi sul bene comune, ora avete deciso di far prevalere l’interesse pubblico.
Cosa intendi per interesse pubblico?
Io preferisco parlare di bene comune. E per bene comune non intendo una categoria astratta, penso che il bene comune sia dato dal soddisfacimento dei bisogni particolari primari o anche secondari di tutte le persone reali, i singoli, le famiglie ecc.
Il suo raggiungimento comporta una posizione umana aperta che guarda in faccia alle singole persone e ai loro bisogni, non astratta e generale.
Permettere a diverse famiglie che hanno risparmiato per farsi una casa per se o i loro figli, in un area quasi depressa e da urbanizzare, di cui loro migliorebbero l’aspetto senza danneggiare altri, per me, significa contribuire al bene di una comunità.
Quando dici che le norme transitorie sono figlie di un epoca passata, non capisco. Sarò sicuramente io la dura di cervice, ma le norme transitorie che fra l’altro hai convintamente perorato solo due anni fa (e due anni non sono un lustro) non servono forse per passare da uno strumento urbanistico ad un altro? In questo caso dal PRG al PSC senza danneggiare le persone che hanno avviato degli iter urbanistici e che hanno maturato aspettative date da regole che sono in procinto di cambiare? Non sono forse nate per questo ? Cosa significa che sono figlie di un epoca passata? Mi pare una frase insensata. Potresti dire che il PRG è figlio di un epoca passata, e sarei d’accordo.
Riguardo al Master Plan che ha fatto sue alcune delle linee che entrambi abbiamo condiviso nel piano strategico, come tu sai, ho anche apparezzato pubblicamente alcune idee che esprime . Oggi tu dici che la sfida è arrivare all’adozione degli strumenti urbanistici del PSC e RUE che porteranno ad una notevole riduzione dell’indice di edificabilità.
E qui la mia critica è questa. Il Sindaco Gnassi ha perso troppo tempo nel mettere a punto lo strumento di indirizzo politico del Master Plan, in quasi due anni avrebbe potuto iniziare anche l’iter che porterà all’adozione di PSC e RUE, mettendo così in moto quel meccanismo di riqualificazione urbana di cui tu parli. Fermando la cementificazione con i legittimi strumenti e regolamenti urbanistici. Riducendo così anche il tempo di vigenza delle norme transitorie.
Oggi non può sopperire alla sua lentezza o indecisione usando metodi del tutto personali, arroganti e forse anche illegittimi.
Inoltre visto che, come tu dici, l’economia è al palo, stroncare quel poco di iniziativa che c’è grazie ai risparmi delle famiglie e questa volta non per mano dei grandi speculatori edilizi, significa affossarla del tutto.

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