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Peep. Federconsumatori chiede parità trattamento, oneri e vincoli non dovuti

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Mer 11 Dic 2013 14:20 ~ ultimo agg. 16 Mag 23:57
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Il punto di partenza sono le sentenze. Dopo la prima, favorevole al comune di Rimini, ne sono arrivate 8 che sposano la linea della Federconsumatori che si era opposta ai decreti ingiuntivi inviati nel 2009 dal comune a 18 della settantina di residenti del X Peep Santa Giustina: la competenza, ha spiegato il giudice revocando i decreti, non è del Tribunale riminese ma del Tar. Si tratta quindi di un difetto di giurisdizione.
Nelle ultime sentenze, spiega l’avvocato Davide Lombardi, si aprono anche degli spiragli sul merito: il giudice infatti richiama la delibera approvata dal consiglio comunale nel ’96 in merito alla richiesta dei maggiori oneri nella quale un emendamento è corredato dalla frase “se tali somme sono effettivamente dovute”.
Le lettere di interruzione della prescrizione, ricorda il pool legale della Federconsumatori, sono però arrivate alle famiglie prima ancora della delibera e si riferiscono quindi ad un credito non certo. Quindi, secondo l’associazione, non hanno interrotto la prescrizione.
Un antefatto forse un po’ tecnico per arrivare a dire che quei maggiori oneri non sarebbero dovuti.
Si tratta tra l’altro, spiegano ancora i legali, di cifre che oggi valgono tra gli 8 ed i 10 mila euro a famiglia. Una cifra ben più alta di quella richiesta negli altri Peep, compreso il Quinto.
E proprio in merito a quest’ultimo Peep, Federconsumatori chiede parità di trattamento nonostante da una parte si parli di 1600 famiglie e dall’altra di una settantina.
“Tutti hanno pari dignità e mi sembrerebbe scorretto un diverso trattamento in base ai bacini di utenza” spiega il presidente della Federconsumatori Andrea Bascucci annunciando l’invio di una lettera al comune per chiedere un incontro.
La prossima battaglia dell’associazione riguarderà poi le somme per il riscatto degli alloggi. “Le convenzioni sono scadute (tra l’altro la legge le ha ridotte da 30 a 5 anni) per cui non è dovuto più nulla da parte dei proprietari pieni. – spiega l’avvocato Lombardi – Tra l’altro nel richiedere questi soldi il comune non fa riferimento allo svincolo ma parla di rinnovo della convezione. Ma quando l’assegnatario paga gli si rilascia una quietanza di pagamento nella quale si spiega che la convenzione non viene rinnovata perché non c’è necessità. Mi sembra la prova che questi soldi non sono dovuti.”

Le interviste di Icaro Tv all’avvocato Davide Lombardi e al presidente della Federconsumatori Andrea Bascucci

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