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giovedì 23 aprile

Guerre in codice: come le intelligenze artificiali resettano la democrazia

In foto: Michele Mezza
Michele Mezza
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Ven 17 Apr 2026 11:21 ~ ultimo agg. 11:25
Tempo di lettura 3 min
Guerre in codice: come l’Intelligenza Artificiale non è solo evoluzione tecnologica ma sta riscrivendo le fondamenta della democrazia e il modo con cui si combattono i conflitti. La democrazia non è un concetto ideale ma un sistema socio tecnico e come ogni sistema può essere hackerato. Si possono trovare le sue falle, le sue vulnerabilità e sfruttarle. Non stiamo parlando di fantascienza ma è già in corso, sta accadendo proprio ora. Funziona con regole completamente diverse da quelle che conosciamo. Cosa sono le guerre in codice, non un conflitto antico di eserciti contrapposti, ma uno moderno molecolare e invasivo che entra nella nostra vita di tutti i giorni e la trasforma. Gli architetti sono gli oligarchi della destra Hi-Tech statunitense.
 
L’ideologo più significativo è Peter Thiel, fondatore di Palantir. Partiamo dal concetto di libertà. Non viene più declinato con il concetto di autodeterminazione delle proprie vite ma viene declinato insieme a quello di sicurezza. O meglio diventa una funzione della sicurezza. Si può essere liberi solo in un sistema che garantisce sorveglianza e controllo completi. In questo nuovo mondo algoritmi e intelligenza artificiale non sono più solo in funzione del mercato per vendere merci ma sono molto di più. Si supera la sola logica del mercato e dei suoi clienti per entrare in una diversa forma di controllo e governo sociale e politico. La capacità analitica di profilazione di questi sistemi e dei loro algoritmi individua i singoli soggetti come nodi della rete avversaria e quelli vengono individualmente attaccati e in guerra singolarmente eliminati. Nelle tecnologie belliche e in quelle di controllo civile sono all’opera gli stessi meccanismi di programmazione degli attacchi e delle interferenze cognitive. Si dissolvono così ruoli e poteri delle forme Stato democratiche e delle sue complesse procedure collettive decisionali. E si rivela fin troppo visibilmente la strategia di una tecno destra che mira a sostituire la politica con il calcolo algoritmico, le regole con i codici informatici.
Non c’è soluzione? Si c’è.

Michele Mezza nel suo libro, Guerre in codice: come le intelligenze artificiali resettano la democrazia, ci indica strumenti e percorsi. Siamo di fronte a una enorme battaglia per l’affermazione della democrazia giocata su un terreno totalmente nuovo, di cui dobbiamo necessariamente conoscere le regole.

MICHELE MEZZA è stato giornalista RAI per quarant’anni, dove ha ideato e sviluppato il progetto RAINEWS24. Insegna all’Università Federico II di Napoli, collabora con Huffington Post. E’ autore di numerose pubblicazioni.
 
L'appuntamento è per giovedì 23 aprile ore 18, sala Pironi in Corso d'Augusto, 231, Rimini
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