Pedone 90enne investito e ucciso, per la Procura fu colpa sua
Avrebbe attraversato fuori dalle strisce pedonali in maniera repentina, venendo travolto da una Opel Astra in via Marecchiese, nel centro abitato di Villa Verucchio, all'altezza di via Trario. Gervaso Crescentini, 96 anni, lo scorso 15 luglio era morto sul posto. Vicino a lui, in quegli attimi, c'era la badante, che però non aveva fatto in tempo a bloccarlo. Il conducente della Opel era finito nel registro degli indagati per omicidio stradale. Ad aprile di quest'anno, però, la Procura di Rimini ha chiesto l'archiviazione del procedimento a suo carico ritenendo che non abbia commesso violazioni rilevanti. L'urto, infatti, stando anche alla consulenza del perito del pubblico ministero, sarebbe da considerarsi inevitabile a causa dell'attraversamento azzardato di Crescentini.
Per l'avvocato Martina Montanari, che rappresenta i figli della vittima, ci sarebbero invece elementi sufficienti per ipotizzare una responsabilità del conducente. A destare perplessità l'assenza di frenata e la distanza percorsa dopo l'urto, (circa 50 metri), che indicherebbero una velocità superiore ai 45 chilometri orari ipotizzati dal perito del pm. L'automobilista, inoltre, avrebbe dovuto prestare un'attenzione maggiore dal momento che l'investimento era avvenuto in pieno giorno, vicino alle strisce pedonali e in centro abitato. Importanti anche le dichiarazioni di un testimone che non avrebbe notato alcuna frenata o manovra evasiva. L'attraversamento fuori dalle strisce, secondo la legale, configurerebbe al massimo un concorso di colpa della vittima, ma non eliminerebbe automaticamente la responsabilità del conducente. Per il quale si chiede il rigetto dell'archiviazione, ulteriori indagini tecniche e un eventuale imputazione coatta per omicidio stradale. A decidere ora sarà il gip di Rimini.











