Papa Francesco. Il vescovo Lambiasi: Francesco è nome di battaglia
“Quel nome è tutto un programma” – ha detto il Vescovo di Rimini – “Ringraziamo il Signore per il nuovo successore di Pietro. Papa Francesco ha accettato questa missione e ha scelto per intraprenderla il nome di Francesco, nome che indica volontà di riforma della Chiesa, perché la Chiesa è sempre riformanda”.
Monsignor Lambiasi sottolinea il miracolo che si è rinnovato della “Chiesa di Roma che abbraccia il suo Papa ancora prima di conoscerne il nome e il volto”
Tre gli elementi del primo saluto di Papa Francesco che più hanno “colpito e commosso” il Vescovo di Rimini: il saluto, il titolo con cui si è accreditato di fronte a piazza San Pietro e al mondo, la preghiera fatta assieme alla piazza e il silenzio.
Il saluto, buonasera: “Mi è sembrato il saluto di un Papa che si sente papà. Ha un cuore di padre, Papa Francesco, come l’ha avuto Papa Benedetto anche se si tratta di persone diverse. Quel buonasera lo trovo un saluto davvero francescano, perché se uno va a Poggio Bustone, nella valle reatina, ancora oggi il sindaco passa in tutte le case la sera di capodanno a dare il saluto di buon anno con le parole di San Francesco. Che non sono ‘sia lodato Gesù Cristo come uno si potrebbe aspettare o il tradizionale ‘pace e bene’. Francesco passava per le case dicendo ‘buongiorno brava gente’. Questo buongiorno di Francesco e questo buonasera di Papa Francesco sono un modo per la Chiesa di mostrarsi nella sua limpida e vera umanità”.
“Significativo, e anche emozionante – prosegue monsignor Lambiasi – il gesto di far pregare il popolo di Dio, quello di chiedere la preghiera per la benedizione, e il minuto di silenzio che ha attraversato il mondo”.
“La risposta da parte nostra, di tutta la Chiesa riminese – conclude il Vescovo di Rimini – è il ringraziamento al Signore, l’obbedienza e la riverenza che è dovuta al successore di Pietro, secondo l’esempio e l’ultima raccomandazione di Papa Benedetto”.












