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Ottimista, ma ingrato? La provocazione di Tonino Guerra ai suoi concittadini

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Il Guidarello è un premio giornalistico che Ravenna concede ogni anno a personalità dell’informazione e della cultura. Tra i premi di quest’anno, uno speciale per l’imprenditore Marco Tronchetti Provera e uno per lo scrittore riminese Piero Meldini. Tra gli ospiti della serata, c’era anche Tonino Guerra. Il poeta santarcangiolese, al microfono di E Tv Romagna, non ha mancato di rimarcare la grande attenzione di Ravenna per la cultura. Con un paragone, però, che lascia un po’ amareggiati i suoi concittadini. “A Ravenna si possono organizzare eventi culturali andando sul sicuro – ha detto – perché la gente é attenta e partecipe. A Rimini e Santarcangelo, invece, c’é più distrazione. Non per mattiveria, ma forse non sono educati”. L’intervista di Tonino Guerra a E TV Romagna.

“Tonino Guerra è abituato a questo tipo di provocazioni, commenta Manuela Ricci, assessore alla cultura del Comune di Santarcangelo, e noi, come città, le teniamo presenti”. Ma se proprio, ci chiediamo, il poeta voleva lanciare una provocazione, suo diritto legittimo, perché non farlo direttamente ai diretti interessati, invece che in una sede lontana? Sarebbe una forma di rispetto verso chi ha per lui grande rispetto, tanto da commissionarle opere di rilievo, come la stessa Santarcangelo che gli ha di recente chiesto di disegnare la nuova fontana. O forse pensa che, ormai distratti, non per cattiveria, ci mancherebbe, siamo comunque irrecuperabili? Anche noi riminesi e santarcangiolesi, se ci impegniamo, possiamo migliorare. Suvvia, signor Guerra, per una volta ci conceda un po’ del suo ottimismo.

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