Osservatorio legalità. La prevenzione coinvolge istituzioni e società civile
Un punto d’inizio e non di arrivo. L’Osservatorio provinciale per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso, è stato presentato ufficialmente oggi. L’osservatorio auspica la collaborazione e il sostegno trasversale della società per contrastare una criminalità, come più volte segnalato, che da tempo tende ad infiltrarsi nel nostro tessuto sociale ed economico soprattutto in un periodo di forte crisi come questo. Attenzione dunque ai segnali che arrivano per esempio dalle banche, commercialisti, notai ma anche dal settore turistico o commerciale. Il prefetto proprio questa mattina ha segnalato 200 cambi di proprietà nel settore alberghiero.
“Sapere che è attraverso la responsabilità di ognuno di noi che la criminalità può o non può infiltrarsi in questo territorio e che la criminalità non ha la coppola e la lupara ma ha soldi, valigette piene di contanti” – dichiara Stefano Vitali, presidente Provincia Rimini – “L’Osservatorio è importante in un momento come questo anche per chi lavora negli enti pubblici e può così avere la possibilità di una conoscenza maggiore per esempio delle banche dati. Sapere per esempio che stefano vitali ha comprato o venduto nell’arco di qualche mese 10/12 attività e sapere allora che su questa persona bisogna chiamare le forze dell’ordine per un controllo maggiore”.
Prova tangibile della presenza di capitali criminali sul territorio sono i beni confiscati perché rappresentano materialmente il potere dei boss ma sono anche prova di un riscatto delle istituzioni e della società. 86 quelli confiscati in Emilia Romagna, 26 le aziende (282 nel Nord Italia e 223 solo in Lombardia) 3 confiscate a Rimini.
“L’Emilia Romagna è la terza regione nel nord Italia, per numero, e la seconda regione con 26 aziende confiscate per presenza di capitali mafiosi – sottolinea Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale Avviso Pubblico – Tutto questo deve porci degli interrogativi. Il primo è come è stato possibile questo ma il secondo deve spingerci ad agire. Quei beni devono tornare alla collettività e per tornare alla collettività non c’è bisogno esclusivamente di magistrati e forze dell’ordine ma anche di politici onesti e competenti e di cittadini sensibili e non indifferenti”.
All’Osservatorio prenderanno parte i comuni della provincia, la Camera di Commercio, la Prefettura e la Questura di Rimini, le associazioni di categoria e sindacali, le associazioni di volontariato.












