Oss si pente e ammette l'abuso sulla paziente disabile, andrà ai domiciliari
Ha ammesso gli addebiti il 46enne oss sudamericano arrestato giovedì scorso dai carabinieri di Rimini per aver abusato il 28 maggio di una paziente disabile di 41 anni che alloggiava in una struttura dedicata all'assistenza della Valmarecchia. Davanti al gip di Rimini, Alessandro Capodimonte, l'uomo si è detto pentito del gesto, aggiungendo di aver agito in stato di alterazione da alcol. Al termine dell'interrogatorio di convalida, avvenuto alla presenza dei suoi difensori, gli avvocati Gianluca Tencati e Nicola Rugi, il giudice ha disposto il suo trasferimento dal cercare dei Casetti ad una comunità di accoglienza per persone con problemi di alcol, dove resterà agli arresti domiciliari.
La donna, colpita fin dalla nascita da gravi patologie invalidanti, si era trovata in una condizione di "minorata difesa", impossibilitata a opporre anche la minima resistenza. Ad accorgersi del profondo turbamento della paziente era stata un'operatrice della struttura, che entrando nella stanza l'aveva trovata in lacrime e visibilmente scossa. Nonostante le importanti limitazioni comunicative, la vittima era riuscita a indicare l'uomo come autore dell'abuso utilizzando il sistema di risposte "sì/no" che usa abitualmente. Le indagini dei carabinieri, coordinate dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi, hanno trovato riscontri decisivi negli esami clinici e nel ritrovamento di tracce biologiche sugli indumenti della donna. Una consulenza tecnica ha inoltre confermato la piena attendibilità della vittima nel percepire e riferire i fatti, escludendo fenomeni di suggestione.










