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Ordinanza anti alcol. Preite (FIPE): estendere anche alla zona mare di Rimini

In foto: repertorio
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di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Fipe-Confcommercio Rimini plaude all’ordinanza contingibile e urgente del Comune di Rimini che vieta il consumo di alcol in strada in alcune zone del centro storico (vedi notizia), ribadendo "il valore di uno strumento necessario per garantire decoro urbano, salute pubblica e sicurezza di residenti e turisti, uno strumento che va poi anche ad arginare i fenomeni di degrado legati all’abuso di sostanze alcoliche".

Secondo il sindacato, questa misura tutela poi le numerose attività regolari di pubblici esercizi che operano nel pieno rispetto delle norme, penalizzate oltremodo sia dalla concorrenza sleale che dal bivacco incontrollato. Al contempo, per rendere lo strumento ancora più efficace e strategico nel corso della stagione estiva, il presidente provinciale di Fipe-Confcommercio Denis Preite chiede all'Amministrazione comunale “un ampliamento immediato del raggio d'azione del divieto, estendendolo con forza anche alla zona mare”.

Denis Preite (FIPE)

"Occorre un passo ulteriore – spiega Preite -  la zona mare, cuore pulsante dell'accoglienza turistica, soffre delle medesime criticità e problematiche. Estendere l’ordinanza ai lungomari è fondamentale per trasmettere un messaggio chiaro di sicurezza a chiunque scelga la nostra Riviera. I pubblici esercizi infatti, offrendo un servizio per il consumo sul posto, rappresentano veri e propri presidi con responsabilità in materia di somministrazione di alcolici, e con un occhio di riguardo sui minori e sull’ordine pubblico, a differenza di altre attività che, vendendo per asporto, scaricano sulla collettività tutte le problematiche connesse all’abuso di alcol e degrado”.

“Siamo solo all’inizio della stagione e già dal tardo pomeriggio si vedono continui andirivieni di gruppetti di persone con bottiglie di birra puntualmente abbandonate in ogni dove e utilizzate come strumenti di offesa in caso di risse o diverbi. Contro la proliferazione indiscriminata di minimarket e rivendite di alcolici a basso costo che attirano una clientela di giovani e giovanissimi anche al di fuori degli orari consentiti, conclude Preite che chiede di limitare la vendita degli alcolici da asporto a partire dalle ore 20 "focalizzandosi su, ad esempio, quelle attività al di sotto di specifiche metrature”.

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