Omicidio Paganelli, martedì il verdetto per Louis Dassilva. Rischio ergastolo
A 2 anni e 8 mesi dall'uccisione di Pierina Paganelli, domani (martedì 9 giugno) la Corte d'Assise di Rimini è pronta ad emettere il verdetto di primo grado nei confronti di Louis Dassilva, vicino di casa della vittima nonché ex amante della nuora, Manuela Bianchi. Ergastolo, la richiesta di condanna da parte del pubblico ministero Daniele Paci, assoluzione invece per gli avvocati difensori, Riario Fabbri e Andrea Guidi, o in subordine l'esclusione delle aggravanti che permetterebbe all'imputato di poter accedere allo sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato.
A decidere saranno i due magistrati togati - la presidente della Corte, Fiorella Casadei, e il giudice a latere Alessandro Capodimonte - e i sei giudici popolari, che si riuniranno in camera di consiglio non appena termineranno repliche e contro repliche delle parti. Il voto dei giudici popolari vale quanto quello dei togati e in caso di parità, quattro favorevoli e quattro contrari, vige il principio del "favor rei", con l'imputato che verrebbe assolto.
Imputato che assisterà di persona alle repliche per poi essere accompagnato in carcere durante la camera di consiglio e infine nuovamente condotto in tribunale al momento della lettura della sentenza. Che potrebbe arrivare anche a tarda serata, se non addirittura a notte, nel caso in cui ci siano divisioni profonde e pareri discordati all'interno della Corte. Un'eventualità da non escludere trattandosi di un processo indiziario. A tal proposito sono stati predisposti a scopo precauzionale, nella zona foresteria del palazzo di Giustizia, dei letti per i giurati, qualora si vada incontro ad una camera di consiglio fiume. Se la sentenza dovesse arrivare dopo le 22, è facile ipotizzare che Dassilva debba attendere il verdetto nella sua cella, dal momento che il carcere non prevede il rientro oltre quell'orario.










