Omicidio Paganelli. Manuela Bianchi convocata in aula dopo audizione dell'amica
Nel pomeriggio un colpo di scena nell'udienza in Corte d'Assiste per l'omicidio di Pierina Paganelli. Manuela Bianchi è stata convocata immediatamente a testimoniare. La decisione della presidente della Corte d'Assise, Fiorella Casadei, è arrivata al termine della deposizione di Romina Sebastiani, amica della Bianchi, sentita oggi per la seconda volta a ritrattazione dell'udienza del 26 gennaio scorso, al termine della quale la donna era stata denunciata perché reticente.
I difensori dell'imputato Louis Dassilva, gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, hanno chiesto che fosse effettuato un faccia a faccia tra la Bianchi e la Sebastiani. Quest'ultima oggi in aula ha raccontato le confidenze fattele dalla Bianchi la mattina del 15 aprile 2025, quando le avrebbe detto: "Ti rendi conto che se Louis è in carcere è colpa mia?". E ancora: "Al giudice non ho detto la verità". La Corte alla fine su richiesta delle parti e su prove documentali, ha ritenuto di assumere la testimonianza di Manuela Bianchi con l'esclusivo riferimento alle circostanze riferite oggi da Sebastiani. Non ci sarà invece un confronto in aula tra la Bianchi e Dassilva.
Manuela Bianchi, accompagnata in aula dall'avvocata Marika Patrignani, sostituta della collega Nunzia Barzan, si è appena seduta sul banco dei testimoni. Al momento tutto fermo. Il difensore di fiducia della Bianchi ha chiesto infatti di assistere personalmente all'esame, ma, trovandosi a Cosenza, ha chiesto di rinviare il suo ascolto. La Corte, ritiratasi per decidere, ha stabilito che la Bianchi dovrà rendere esame alla presenza della sostituta, l'avvocata Patrignani.
Alle 18.55 inizia l'esame della Bianchi: "Il 15 aprile 2025 io e Romina ci siamo incontrate a casa mia per darmi una mano con il trasloco. Abbiamo conversato a tratti perché c'era anche mio marito in casa e per un po' c'è stata anche mia figlia. Di preciso non ricordo cosa ci siamo dette. Abbiamo parlato come due amiche. Se Romina ha detto queste cose, mi sconvolge, perché assolutamente non è vero. Non ho ricevuto alcune pressioni. La mattina del 4 ottobre 2023 ho accompagnato mia figlia a scuola, credo di aver avuto una telefonata con Dassilva, il quale mi diceva che la moglie non era in casa e avremmo potuto prendere un caffè insieme. Al mio ritorno, mentre parcheggiavo la macchina in garage, mi sono ritrovata Dassilva in garage. Non avevo ancora ultimato la manovra, l'auto era ancora in movimento. Ho aperto la macchina e ci siamo abbracciati, poi gli ho chiesto come mai si trovasse lì e lui mi ha detto di non preoccuparmi, che non era niente di grave. Mi ha detto che tra le due porte tagliafuoco c'era una signora a terra. Ha aggiunto che mi potevo farmi aiutare dal ragazzo che stava al primo piano. Di stare attenta perché per terra c'erano dei cocci. Lui è andato via velocemente per la tagliafuoco e dopo aver chiuso la basculante del mio garage mi sono avviata anche io verso la tagliafuoco e, una volta aperta, vedo questa persona a terra. Capisco che era una persona che non aveva più bisogno. Lì per lì sono rimasta impietrita, mi sembrava di essere in un film dell'orrore. Penso sia passato un po' di tempo e ho notato il taglio della gonna. E quel particolare mi ha fatto capire che quella donna non aveva più bisogno. Che qualcuno le aveva fatto del male. Allora ho aperto la seconda tagliafuoco e sono andata a chiedere aiuto al ragazzo del primo piano, Ion Nastas. Mi sembra di aver suonato alla sua porta e quando mi ha risposto gli ho detto che di sotto c'era una donna che stava malissimo, forse è morta. Lui mi disse che aveva paura di morti e mi ha chiesto un attimo. A quel punto ho suonato alla ragazza della porta affianco che non mi ha aperto. Poi Ion è uscito di casa e insieme a piedi siamo andati di sotto in garage. Non sono mai andata al terzo piano da Louis. Dassilva mi è apparso di nuovo di fianco quando ho riaperto la tagliafuoco di sotto, quando con me c'era anche Ion. Ion aveva la torcia del cellulare accesa ed è stato lì che ho riconosciuto che era mia suocera. E ho iniziato a urlare. Non so perché non l'ho riconosciuta subito".
"Sospettavo che il mio cellulare fosse intercettato, così come ero quasi sicura che avessi delle cimici in casa. Di questa cosa è possibile ne abbia parlato con Romina. Il 16 gennaio 2026 è stata l'ultima volta che ci siamo viste, a casa di mio padre. Io le avevo chiesto se poteva lasciare il suo cellulare in casa, come io avrei fatto con il mio. Ed entrambe l'abbiamo lasciato in casa. Avevo bisogno di sfogarmi con un'amica su cose che riguardavano il rapporto con mio marito e non volevo che altri le ascoltassero".
La Corte dispone il confronto in aula tra la Bianchi e la Sebastiani












