Omicidio Paganelli, amica di Manuela rischia la denuncia per falsa testimonianza
La relazione extraconiugale tra Manuela Bianchi e Louis Dassilva è stata al centro questa mattina delle domande del pubblico ministero Daniele Paci e dei difensori dell'imputato, Riario Fabbri e Andrea Guidi. A salire sul banco dei testimoni sono state due amiche intime della Bianchi. Entrambe hanno parlato di una Manuela innamoratissima di Louis, definito "il suo respiro". Un rapporto amoroso clandestino proseguito anche dopo la morte della 78enne. Quando ad esempio la Bianchi comprò un ciondolo a forma di Africa che poi regalò al 35enne senegalese.
La Bianchi avrebbe confidato alle amiche di non aver mai provato un sentimento del genere in tutta la sua vita e di essere pronta a lasciare tutto per andare via con Dassilva, anche in Senegal. Una delle due amiche della Bianchi ha raccontato, però, anche dei sospetti che Manuela nutriva nei confronti di Louis in merito allo strano incidente occorso al marito Giuliano e anche in merito all'omicidio della suocera. "Manuela - ha dichiarato la teste - mi confidò di avere dei dubbi su Louis. Mi disse: 'E se è stato lui ad uccidere Piera?' Poi subito dopo aggiunse che non ne sarebbe mai stato capace'".
"In grado di uccidere un uomo con due dita" invece sì, lo sarebbe stato Dassilva. Un particolare, questo, che Manuela raccontò all'amica parlando dei trascorsi di Louis come militare in Senegal. Sempre la Bianchi, però, descriveva Dassilva alle amiche come "una persona molto buona, gentile, rispettosa con tutti, soprattutto con gli anziani". La deposizione della seconda amica di Manuela, in particolare, è stata caratterizzata da contraddizioni, affermazioni vaghe e al tempo stesso ricche di suggestioni, che hanno spazientito non poco sia il pubblico ministero sia la presidente della Corte d'Assise Fiorella Casadei, che ha richiamato la teste a "dire la verità" e "solo quello che ricorda", circostanziando i fatti anche a livello temporale. Al termine della deposizione il pm ha richiesto la trascrizione delle sue dichiarazioni e la successiva trasmissione in Procura per la valutazione di un'eventuale denuncia per falsa testimonianza.
Sul banco dei testimoni poi sono saliti due agenti dello Sco, il Servizio Centrale Operativo della polizia di Stato che si è occupato di fornire un supporto tecnico-investigativo alla Squadra Mobile. In aula sono stati letti alcuni messaggi cancellati dal telefono di Manuela Bianchi e poi recuperati. In uno di questi Dassilva, riferendosi ai rapporti deteriorati tra la donna, il marito e i suoi familiari, scriveva a Manuela: "Per loro sei solo una serva, non ti vogliono. Mi fa male, mi fa così male...". E ancora:"È ora che decidi come comportarti con lui e i suoi".












