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Non chiudere Casa don Gallo. Paglia (SI) interroga Ministro Interni

In foto: Ennio Grassi, Mara Marani e Manila Ricci prima dell’incontro in Prefettura
Ennio Grassi, Mara Marani e Manila Ricci prima dell’incontro in Prefettura
di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Mer 27 Apr 2016 14:47 ~ ultimo agg. 19 Mag 11:44
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Dopo un incontro definito “pessimo” in Prefettura a Rimini, sul caso della paventata chiusura di Casa Gallo occorre che si attivi la Prefettura. Lo chiede il parlamentare di Sinistra Italiana Giovanni Paglia con un’interrogazione al Ministro degli Interni, ricordando i numeri dell’emergenza povertà a Rimini.

A rilanciare la necessità di dare continuità a casa don Gallo è anche Manila Ricci, presidente dell’associazione Rumori Sinistri che tramite bando aveva ottenuto la gestione della struttura. “Ieri sono stati fatti tre nuovi inserimenti. Ogni giorno ci sono almeno due nuovi colloqui di persone sfrattate o senza casa e tanti sono quelli che si rivolgono allo Sportello Salute attivato grazie a medici volontari”. “Mentre le persone soffrono e si ammalano nelle strade per cattiva alimentazione, scarsa igiene e mancato riposo, il Comune e la Prefettura fanno finta di non sapere quale siano le necessità e le cose che servono e che devono essere fatte”. 


 

L’interrogazione di Giovanni Paglia:

Interrogazione al ministero degli Interni

Premesso che

In data 24 dicembre 2015 a Rimini viene avviato il progetto denominato “Casa Gallo”, consistente nell’offrire un servizio di accoglienza a bassa soglia per persone senza fissa dimora.

L’attività si svolge in un locale di proprietà del Comune di Rimini, l’ex stamperia sita in via De Warthema, ed è portata avanti dalle associazioni Rumori Sinistri e No Borders, vincitrici di un bando per l’assegnazione dello spazio.

Durante i mesi invernali sono oltre 70 le persone che hanno potuto trovare ricovero nella struttura, tanto che al momento si contano 43 ospiti, fra cui 15 italiani e 10 richiedenti asilo.

Nello spazio è stato attivato anche uno Sportello Salute con medici volontari, oltre che uno Spazio d’Ascolto.

In data 15 aprile 2016 il Comune di Rimini, per iniziativa dell’assessora ai servizi sociali Lisi, ha comunicato la volontà di chiudere il progetto, non rinnovando la convenzione in scadenza, con la motivazione che esso sarebbe stato limitato all’emergenza freddo e non all’accoglienza per persone prive di un tetto e impossibilitate per ragioni di reddito a procurarsene uno.

Secondo l’amministrazione comunale, i senza fissa dimora a Rimini sarebbero circa 200, fra stanziali e in transito.

La Caritas parla invece di 300 stanziali e di oltre 2.500 persone prive di una casa assistite nel solo 2014.

Casa Gallo d’altra parte ha una lista di 50 persone in attesa di inserimento e il numero cresce continuamente.

Appare dunque innegabile che a Rimini, comune di circa 148.000 abitanti, esista un’emergenza casa da affrontare, coordinando le diverse istituzioni.

Appare quindi allo stesso tempo immotivata la scelta del Comune di porre fine a un’esperienza funzionante, priva di problematiche sul piano dell’ordine pubblico, caratterizzata da costi molto contenuti per la comunità locale, considerando la ferma intenzione dei volontari operanti al suo interno di continuare il loro impegno.

Si consideri che anche nelle settimane successive alla richiesta di interruzione del servizio da parte del Comune, nuovi ospiti hanno continuato a essere accolti nelle attività di inserimento sociale.

Chi scrive non vorrebbe ravvisare nella scelta dell’Amministrazione una qualche connessione con la campagna elettorale in corso per il rinnovo di Sindaco e Consiglio, che certo non dovrebbe incidere sull’ordinato andamento amministrativo.
Una delle motivazioni addotte dall’Assessorato competente per il mancato rinnovo della convenzione è la necessità di un adeguamento dei locali, in particolare sotto l’aspetto della disponibilità di sanitari, che tuttavia potrebbe essere risolta con lavori di ristrutturazione di cui le associazioni impegnate potrebbero essere disposte a farsi parzialmente carico.

Chiede

Se non ritenga di potere e dovere intervenire, anche tramite la locale Prefettura, per agevolare una positiva soluzione della questione, che riconosca l’esistenza a Rimini di un problema casa invalidante per molti e quindi la necessità di fare quanto possibile per risolverlo, compreso la continuità del progetto Casa Gallo, anche per evitare che 43 persone tornino immediatamente nella condizione di senza fissa dimora.

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