Non banalizzare esperienza della morte. Parroci scrivono a autorità e operatori
Riconoscendo la necessità di Riccione di valorizzare le risorse della città e le occasioni di divertimento sano e accogliente, l’invito dei parroci è a non banalizzare l’esperienza della morte con gesti e simboli che nulla hanno a che fare con la tradizione cristiana.
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L’intervento dei parroci:
Cari fedeli, cittadini, autorità, operatori delle attività economiche e del turismo, sono i parroci della vostra amata Riccione che vi scrivono nell’imminenza delle festività di Tutti i Santi e della Commemorazione dei nostri defunti.
Non siamo qui a farvi la solita tiritera su una moda d’oltreoceano, Halloween, che sembra venuta per soppiantare le nostre radici e la nostra cultura…e che mantiene in verità ambiguità e rischi.
Comprendiamo invece che Riccione segua in qualche modo la sua vocazione di apripista e in questa epoca di difficili scelte cerchi di valorizzare le molteplici risorse della nostra città per un turismo connotato da divertimento sano e accoglienza calorosa ed esperta, che nulla lascia al caso.
Ci permettiamo solo di ricordare che la dimensione della festa, tanto cara anche alla tradizione cristiana, è animata dalla ricerca e dalla speranza di riempire il cuore e la mente di quella merce così preziosa e rara ai nostri giorni che è la gioia.
E per noi la gioia nasce dalla certezza che la vita, in Cristo Gesù, ha vinto la morte e la luce ha dissipato le tenebre.
Questo se, da una parte, ci aiuta a non passare sopra con leggerezza all’esperienza della morte, dall’altra, evita di banalizzarla riducendola ad un ‘carnevale’ di costumi horror, gadget, gatti neri, streghe, zucche. Ci invita, invece, a guardarla in faccia senza paura, a rafforzare i nostri legami famigliari e a tenere saldi i nostri affetti, sapendo che nulla potrà spezzarli, nemmeno la morte.
Questa è stata da sempre nella nostra storia e nella nostra cultura la forza segreta che ci ha fatto rinascere, risollevare in piedi, in una parola risorgere.
Insomma, nei giorni in cui i cristiani celebrano la vittoria della Vita sulla morte ed esaltano i Santi quali modelli di una vita nella luce, ci preoccupiamo che qualcuno non scambi il “Giorno” (così gli antichi cristiani chiamavano il Cristo) per la notte e si aggiri con una lanterna in mano in pieno giorno, la zucca vuota e il cuore spento.
Un caro saluto e un augurio di pace. I vostri parroci.










