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Nomadi. 150 all’incontro alla Grotta Rossa: microaree costose e ghettizzanti

In foto: l’incontro alla Grotta Rossa
l’incontro alla Grotta Rossa
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura 1 min
Ven 4 Ago 2017 15:57 ~ ultimo agg. 20 Mag 08:27
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Erano circa in 150 nonostante il caldo, i cittadini della Grotta Rossa presenti ieri sera per discutere del progetto del Comune sulle microaree per le famiglie Sinti del campo di via Islanda. Nel corso dell’incontro, riferisce uno degli organizzatori Gabriele Baldarelli, è emersa la volontà di definire un portavoce della Grotta Rossa a cui affidare il compito di relazionarsi con gli altri comitati sorti in questi mesi per contrastare il progetto. Presenti alcuni esponenti di minoranza (tra i quali il consigliere della Lega Zoccarato) e portavoce di altri comitati mentre non c’era alcun rappresentante dell’amministrazione (alla quale però erano stati girati inviti informali). Limitato quindi il contraddittorio, rileva Baldarelli parlando però di un clima sereno e ribadendo “che nessuno è contro qualcuno o contro categorie di persone in particolare, nella fattispecie i nomadi, ma che la rabbia dei cittadini nasce per un progetto nato male e sbagliato sotto tantissimi aspetti, a partire dal fatto di inserire i nomadi in microaree che hanno costi elevatissimi per la comunità e che comunque non permetterebbero assolutamente integrazione delle persone ma altresì creerebbero soltanto ulteriori ghetti”.

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