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il bilancio del canile

Nel 2018 i riminesi hanno preso in affido 222 cani e 151 gatti

In foto: Visita al canile comunale dell’assessore Sadegholvaad
Visita al canile comunale dell’assessore Sadegholvaad
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Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Tempo di bilanci per l’attività del canile comunale di Rimini “Stefano Cerni”, che ha registrato anche quest’anno risultati non solo positivi in termini numerici, ma soprattutto perché dietro ognuno di quei numeri si nasconde la storia, spesso di dolore ma per fortuna anche di gioia, per i tanti cani e gatti che hanno lasciato un segno del loro passaggio nella struttura e in chi ha scelto di accudirli.

Il canile di Rimini ha sfiorato nel corso del 2018 le 500 presenze, un dato considerevole soprattutto in relazione alla capacità massima per il ricovero dei cani pari a 40. Ma è soprattutto sul fronte degli affidi, ovvero della possibilità di restituire con una nuova famiglia adottiva gli affetti ad animali spesso abbandonati, che il 2018 è da considerarsi un anno positivo: caratterizzato da 222 cani, per lo più adulti, e ben 151 gatti dati in affido. Risultati importanti specie a fronte dei numeri che confermano come le entrate di cuccioli nel 2018 sono state davvero poche (12).

Nel corso del 2018 sono stati 203 i cani ricoverati nella struttura di San Salvatore per un totale di 28.669 giornate di presenza. Le ragioni dei ricoveri vanno dalla rinuncia della proprietà (21), all’omessa custodia (101), all’abbandono (30), al sequestro (43). “In un comune dove il randagismo è inesistente – è il commento degli operatori del “Cerni”rimane molto alto il numero della rinuncia di proprietà di cani come motivazione di entrata in struttura (21 nel 2018), dove riscontriamo sempre più animali che presentano già problemi comportamentali, dovuti all’errata gestione. Ed è per questo che la scelta dell’affidamento è accompagnata da un percorso di crescita e di conoscenza comune tra cane e nuova famiglia sotto la nostra guida”.

Rimangono importanti, purtroppo, le problematiche legate alla mancata microchippatura. Ben 105 dei 203 cani entrati in  struttura nel corso del 2018 non lo era, complicando oltremodo il lavoro di restituzione al proprietario come fortunatamente è avvenuto in 92 casi. Per queste ragioni Comune di Rimini e canile hanno attivato dei veri e propri “Microchip Day”, delle campagne di sensibilizzazione che hanno contribuito a diffondere l’esistenza dell’anagrafe canina per far sì che, con la corretta registrazione del microchip, qualora il cane venga recuperato come vagante sul territorio comunale, possa essere in breve tempo restituito al legittimo proprietario.

Una problematica presente anche sul fronte dei gatti dove più ancora che tra i cani è con gran fatica che si fa largo il tema della dotazione di microchip, seppur per i mici non obbligatorio. Dei 2.019 gatti transitati dal “gattile”, per un totale di 13.668 giornate di presenza, solo 62 sono stati identificati attraverso questa opportunità.

Il canile di Rimini nel rispetto di quanto previsto dalla Legge Regionale n. 27/00, ospita infatti anche gatti (solo se feriti, traumatizzati oppure cuccioli in lattazione). Sono stati 309 quelli transitati nel gattile (erano stati  324 nel 2017), 113 dei quali per abbandono. In 151, però, hanno trovato una nuova casa e nuovi affetti a testimonianza del cuore grande dei riminesi.

“Dati in crescita frutto di un bellissimo e professionale lavoro – ha commentato l’assessore Jamil Sadegholvaadche il canile comunale “Stefano Cerni” e le associazioni di volontariato che lo gestiscono in sinergia con il Comune stanno, e non da oggi, portando avanti che ci riempie di soddisfazione”.

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