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Dialogo in commissione

Moschea, ipotesi trasferimento da Borgo Marina al Villaggio Primo Maggio

In foto: Moschea di Rimini
Moschea di Rimini
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Lun 16 Mar 2026 12:56 ~ ultimo agg. 14:02
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La moschea di Rimini potrebbe trasferirsi da Borgo Marina, in centro storico, alla zona del Villaggio Primo Maggio. Ancora nessuna certezza, ma solo un'ipotesi che si è aperta con l'abrogazione del regolamento che prevede l'obbligo di vendita e locazione a ditte artigiane degli immobili delle zone artigianali di via Montescudo e di Torre Pedrera, realizzate negli anni '70, e di Viserba Monte, realizzata negli anni '80. La delibera è stata discussa e approvata in commissione consigliare. Nell'occasione la Lega ha chiesto chiarezza all'amministrazione sulla volontà di trasferire proprio in via Montescudo la moschea. Niente è stato deciso, la risposta arrivata, anche perché il prossimo 25 marzo si riunirà nuovamente lo specifico gruppo di lavoro chiamato a trovare una sede più idonea e decorosa al luogo di culto.

L'assessora all'Urbanistica Valentina Ridolfi ha spiegato che l'artigianato negli ultimi anni è "in contrazione e sono gli stessi proprietari a richiedere la possibilità di alienare i fabbricati" anche a soggetti non artigiani per evitare degrado e abbandoni. Per le prime due zone (via Montescudo e Torre Pedrera) era previsto l'obbligo di tenere il fabbricato per cinque anni e poi la possibilità di venderlo a prezzo libero appunto solo a ditte artigiane. Con l'abrogazione del regolamento potranno invece vendere a chiunque, nell'ambito delle funzioni previste dagli strumenti urbanistici. Per la terza area di Viserba Monte era prevista la possibilità di vendere addirittura solo dopo 10 anni a ditte artigiane presenti nella classifica stilata dal Comune con un prezzo massimo e con canone di affitto calmierato. Nel caso i 10 anni siano passati i proprietari possono ora vendere liberamente, altrimenti al prezzo massimo e al canone calcolato dal Comune. Tra le funzioni previste ci sono quelle produttive-manifatturiere, commerciali, culturali, educative, sportive, per sale giochi e, appunto, religiose.  "Perchè non lo dite che volete fare la Moschea al Villaggio primo Maggio?" ha provocato il consigliere Loreno Marchei della Lega, che per il resto si è detto favorevole all'abrogazione del vincolo date le "lamentele ultraventennali dei proprietari". Mancano però infrastrutture a servizio delle aree artigianali, come la bretella di collegamento tra via Monte Scudo e la consolare per San Marino. L'amministrazione, conclude, "deve dare più ascolto alle esigenze del territorio". Gioenzo Renzi di Fratelli d'Italia ha accolto con un "meno male" la possibilità di trasloco della moschea da Borgo Marina. Ma, ha proseguito, "il vero problema nello specifico è la diminuzione degli artigiani". Mentre Stefano Brunori del gruppo Gloria Lisi ha chiesto conto della possibilità di insediamento per palestre, centri sportivi e gonfiabili. L'assessore Ridolfi ha ribadito, in risposta alle sollecitazioni arrivate, che sulla moschea nulla è stato deciso e il nuovo insediamento avrà un confronto adeguato nell'ambito del gruppo di lavoro. Quello del Villaggio Primo Maggio è un ambito possibile, ma come hanno precisato i dirigenti, funzioni con carichi urbanistici superiori al 10% della superficie utile potrebbero creare dei problemi. Per la situazione dell'artigianato, ha concluso l'assessora, "siamo allarmati, deve rimanere un ambito difeso, tutelato e valorizzato". Con la rimozione dell'obbligo, le imprese artigiane possono comunque acquisire fabbricati in quelle zone, c'è solo "maggiore flessibilità". Non è invece prevista dalla programmazione attuale la bretella di collegamento tra il Villaggio Primo Maggio e la consolare per San Marino. 

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