Monopattini. Ariminensis chiede a Rimini più controlli , trasparenza e obblighi
Marciapiedi ostruiti, passi carrabili bloccati e monopattini elettrici in sharing abbandonati in modo selvaggio davanti a cancelli e accessi privati. Le numerose segnalazioni dei cittadini riminesi e le immagini che documentano il fenomeno riaccendono i riflettori sulla gestione della micro-mobilità urbana. Sulla questione interviene l’associazione Ariminensis, evidenziando come la problematica non risieda nello strumento in sé, risorsa per la mobilità sostenibile, bensì nell'insufficienza dei controlli e nel mancato rispetto delle regole civiche.
Secondo l'associazione le moderne tecnologie offrono già oggi soluzioni concrete per arginare la sosta selvaggia, come i sistemi di geolocalizzazione e le aree di parcheggio obbligatorie, che impediscono la chiusura del noleggio tramite app se il mezzo si trova in un punto non consentito. Per fare chiarezza sulla reale applicazione di questi strumenti e sulle responsabilità, Ariminensis ha indirizzato una serie di precise richieste all’Amministrazione comunale di Rimini chiedendo di rendere noti gli obblighi previsti per le società di sharing, i controlli effettuati sul rispetto delle convenzioni e il numero di sanzioni elevate agli utenti indisciplinati. Viene inoltre sollecitata una verifica sull'applicazione delle più recenti normative nazionali in materia di sicurezza per chi circola su due ruote.
Dall'associazione, la richiesta al Comune di istituire e pubblicare un report periodico e accessibile a tutti. Questo documento dovrebbe raccogliere dati oggettivi sul numero di incidenti che vedono coinvolti i monopattini a noleggio, le multe, le segnalazioni della cittadinanza, le rimozioni coatte dei mezzi e gli eventuali provvedimenti di richiamo o sanzionatori adottati nei confronti dei gestori del servizio.
«Non serve alimentare polemiche, chiediamo semplicemente che le regole vengano fatte rispettare – conclude Ariminensis –. I cittadini hanno diritto a marciapiedi liberi, accessi non ostruiti e a un servizio moderno, efficiente e rispettoso dello spazio pubblico. Chi utilizza il servizio deve assumersi le proprie responsabilità, ma anche i gestori e chi è chiamato a vigilare devono fare la propria parte».










