Gruppo Gilmar in difficoltà. Si va verso la prosecuzione degli ammortizzatori
Per il gruppo Gilmar di San Giovanni in Marignano si va verso la prosecuzione degli ammortizzatori sociali. Nella mattina di lunedì in Regione si è tenuto il tavolo di salvaguardia occupazionale con i vertici dell'azienda, i rappresentanti di Confindustria, della Provincia, dei sindacati, dei lavoratori e delle sindache di San Giovanni in Marignano, Michela Bertuccioli e Cattolica, Franca Foronchi. Tra le ipotesi emerse per salvaguardare la storica azienda di moda, di proprietà della famiglia Gerani, quella di proseguire attivando la Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) dopo un periodo di ordinaria (Cigo). Il prossimo incontro è stato fissato per il mese di settembre.
“La Regione è pronta a dare il sostegno con gli strumenti pubblici a disposizione alla Gilmar così da superare l’attuale fase di difficoltà, salvaguardando l’impresa e l’occupazione di una eccellenza produttiva del nostro territorio, una storica impresa simbolo del made in Italy nel mondo” ha dichiarato l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia.
dichiara la consigliera regionale e vice capogruppo del Partito Democratico Alice Parma: “Bene l'esito del tavolo regionale di salvaguardia occupazionale sulla vertenza Gilmar e la volontà di proseguire il confronto attraverso l’attivazione degli ammortizzatori sociali. In questa fase è fondamentale utilizzare tutti gli strumenti disponibili per salvaguardare l'occupazione e dare all'azienda il tempo necessario per costruire un percorso di rilancio. Seguo da tempo le difficoltà del comparto moda del nostro territorio, che rappresenta tuttora una fetta importante di Fashion Valley emiliano-romagnola. Come per Aeffe, dove abbiamo chiesto di tutelare lavoratrici e lavoratori e stiamo portando avanti l’interlocuzione con azienda e Ministero, oggi è in campo lo stesso impegno per Gilmar, una realtà storica del Made in Italy e un presidio produttivo fondamentale per San Giovanni in Marignano e il riminese. La Regione sta facendo la sua parte mettendo a disposizione tutti gli strumenti pubblici disponibili. Ora è importante che istituzioni, azienda e parti sociali continuino a lavorare insieme per arrivare a una soluzione che salvaguardi occupazione, competenze qualificate e l’eccellenza produttiva del nostro territorio”.










