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la sentenza

Minacciata di morte nel convitto, la figlia di Loris Stecca dovrà essere risarcita

In foto: Rachele Stecca con l’avvocato Pastocchi
Rachele Stecca con l’avvocato Pastocchi
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 1 min
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E’ stata minacciata di morte da un’altra ragazza nel convitto universitario di Ravenna e per questo dovrà essere risarcita. Parte civile nel processo che si è concluso davanti al giudice di pace di Ravenna, la figlia del noto ex pugile Loris Stecca, Rachele. I fatti risalgono alla primavera del 2020, quando in seguito a un litigio una ragazza straniera che alloggiava nel convitto avrebbe inviato alla figlia di Stecca dei messaggi minatori su WhatsApp, ai quali sarebbe seguita una vera e propria aggressione fisica.

Fatti gravi che la giovane studentessa riminese ha deciso di non lasciare impuniti sporgendo querela e affidandosi all’avvocato Marco Pastocchi del Foro di Rimini. nei giorni scorsi il giudice di pace ha condannato in prima grado l’imputata, una 23enne straniera, per entrambi i capi d’imputazione (minacce e percosse) alla pena pecuniaria di 900 euro, ridotta a 600 grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche. La giovane sarà inoltre tenuta a risarcire Rachele Stecca, oltre al pagamento delle spese processuali.

“Sono grata alla giustizia italiana – ha dichiarato Rachele – per l’epilogo del processo e ringrazio il mio legale che mi ha assistito con pazienza e professionalità”.

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