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opera da 9 milioni

Mercato ittico: fondi ministeriali bloccati. Legacoop sollecita i parlamentari

In foto: Mercato ittico (rendering)
Mercato ittico (rendering)
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Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Legacoop Romagna chiede l'intervento dei parlamentari romagnoli per sbloccare le risorse (6,85 milioni) già stanziate dal Ministero dell’agricoltura per il nuovo mercato ittico di Rimini. Nonostante il progetto esecutivo sia stato approvato a dicembre 2025 l'opera da 9 milioni vive un lungo momento di attesa.

Il progetto del Centro servizi polivalente per la pesca e l’acquacoltura ha visto il coinvolgimento anche del Comune di Rimini, della Regione e delle rappresentanze del comparto. Ma mentre il primo stralcio, finanziato con risorse dei fondi europei Feamp, è stato completato con le opere propedeutiche e la sistemazione dell'area destinata al futuro centro, la seconda parte è ferma al palo. 


"La situazione – dicono i responsabili Pesca di Legacoop Romagna, Giorgia Gianni e Mirco Bagnaridesta forte preoccupazione tra le cooperative e le imprese del comparto, che stanno affrontando profonde difficoltà economiche e strutturali. Le cooperative della pesca associate a Legacoop Romagna e gli operatori della marineria riminese da anni attendono la realizzazione di un'infrastruttura ritenuta indispensabile per garantire competitività, sicurezza, qualità del lavoro e prospettive di sviluppo all'intera filiera ittica. Occorre sbloccare quanto prima le risorse già stanziate dal ministero dell'Agricoltura per un'infrastruttura strategica per l'intera filiera ittica dell'Adriatico e la blue economy romagnola".


"Siamo certi – aggiunge il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchiche, al di là delle appartenenze politiche, vi sia una comune volontà di sostenere un'opera strategica. Il nuovo mercato ittico è un investimento destinato a rafforzare l'intera filiera della pesca dell'alto Adriatico, migliorando le condizioni di lavoro degli operatori, i servizi, la valorizzazione del pescato locale, la sostenibilità delle imprese e la sicurezza alimentare. Anche i dati più recenti confermano come la blue economy rappresenti uno dei principali motori economici del territorio riminese, con una delle più alte incidenze sul valore aggiunto provinciale a livello nazionale. È quindi fondamentale che agli annunci e agli impegni assunti seguano ora atti concreti". 

 

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