Meno bambini ma non meno scuola. Chiara Bellini: Rimini investe sulla qualità
Le proiezioni demografiche elaborate dalla Fondazione Agnelli su dati Istat parlano di un progressivo calo degli studenti nei prossimi anni. In Emilia-Romagna il calo previsto della popolazione scolastica entro il 2040 sfiora il 16%, mentre a livello nazionale supera il 21%. "Sono numeri che meritano attenzione. Ma sarebbe un errore leggerli esclusivamente attraverso una logica contabile, come se il tema riguardasse soltanto il numero delle classi, degli insegnanti o delle strutture necessarie", spiega la vicesindaca di Rimini con delega alle politiche educative Chiara Bellini. "La vera domanda che questi dati pongono alle istituzioni e alle comunità non è quanta scuola potremo permetterci, bensì quale scuola vogliamo costruire per i bambini e i ragazzi che ci saranno".
«La scuola di oggi non è più quella di trent'anni fa», sottolinea la vicesindaca. «Negli ultimi anni la scuola è diventata sempre più un luogo di inclusione, socializzazione e crescita personale, un punto di riferimento fondamentale per le famiglie e per la comunità. Sono aumentate le esigenze di inclusione, la richiesta di tempo scuola, di mense, di opportunità educative pomeridiane e di servizi capaci di sostenere la conciliazione tra vita familiare e lavoro. Per questo la denatalità non può essere affrontata come una semplice proporzione matematica tra meno studenti e meno investimenti. Se la scuola oggi svolge più funzioni educative, sociali e inclusive di ieri, il calo degli studenti può diventare un'opportunità per investire ancora di più sulla qualità educativa, sull'attenzione ai percorsi individuali e sull'innovazione didattica».
Cambiamenti, spiega la Bellini, che Rimini sta già intercettando. "Negli ultimi anni l'Amministrazione comunale ha progressivamente rafforzato gli investimenti nei nuovi nidi e nei servizi educativi per l'infanzia, nella realizzazione di nuove mense scolastiche, nelle esperienze di tempo pieno e tempo prolungato creativo, nelle politiche per l'inclusione scolastica e in una rete sempre più ampia di opportunità educative fino ai centri estivi".
Per quanto riguarda i numeri. "Negli ultimi cinque anni la spesa comunale dedicata all'inclusione scolastica è passata da circa 5,5 a 8 milioni di euro all'anno, mentre gli alunni con disabilità sono aumentati mediamente del 6-7% ogni anno, in controtendenza rispetto all'andamento demografico. Nello stesso periodo sono stati attivati nuovi servizi di supporto educativo e post-scuola, come il progetto Fuori Classe e il servizio di pasto aggiuntivo, che coinvolgono oltre 200 bambini. Parallelamente è stata ampliata l'offerta dei nidi pubblici per più di 250 bambini ed è stato rafforzato il sostegno ai ragazzi con disabilità dai 3 ai 19 anni per consentire la partecipazione ai centri estivi".
"Anche in una fase segnata dal calo delle nascite - aggiunge la Bellini - continuare a investire nell'educazione, nell'inclusione e nei servizi di supporto alla genitorialità significa garantire maggiori opportunità di crescita ai minori e offrire alle famiglie strumenti concreti per affrontare le sfide del presente".










