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Manovra economica. Zerbini (PD): le tasse non sono la soluzione

di Redazione   
Tempo di lettura 9 min
Gio 1 Set 2011 13:36 ~ ultimo agg. 14 Mag 14:10
Tempo di lettura 9 min

La nota di Samuele Zerbini (PD)

I tagli del governo assommano a circa 10 Milioni di Euro. Noi possiamo risparmiarne 11 Milioni, senza mettere nuove tasse. Questa è la tastiera a disposizione delle tasse:
Add.Irpef 1 punto vale 1,5 Milioni di Euro
Tassa di Scopo 2,5 Milioni di Euro
Tassa di soggiorno: variabile, dipende dal livello di applicazione
Passi Carrai: circa 2 Milioni di Euro, 1 se solo alle attività economiche

Come possiamo evitare di mettere nuove tasse?
Tagli alla politica (nonostante Rimini sia la più virtuosa d’Italia) -300.000 Euro nel biennio
Tagli agli affitti: -2.600.000 biennio +600.000 di investimenti correlati= 2 Milioni di risparmio nel biennio
Pensionamenti: -7.200.000 Euro nel biennio
Ristrutturazione e maggiore efficienza tariffe, scuole, serv.sociali: -1.500.000 nel biennio

Totale – 11 Milioni di euro nel biennio

Ma non basta: come far ripartire lo sviluppo?
– a) aprire alle scuole, alle cooperative private, tagesmutter, incentivarle per creare più servizi e più lavoro. Oggi un bimbo al nido costa 1.100 Euro mese, coperti solo per il 15% dalle tariffe (650 un bimbo alle scuole dell’Infanzia)
b) Ristrutturare tutti i percorsi dei permessi, e informatizzarli: Zero Tempi d’attesa in Comune
c) Cultura: far investire privati nel museo, coinvolgendo anche chi ci lavora. Con la cultura si mangia, e con qualità.
d) Raccogliere 1 Milione di Euro di privati per finanziare idee innovative: il Comune offra solo gli spazi. Lavoro crea lavoro.
e) Permettere premi costruttivi importanti a chi ristruttura, unisce, rinnova case ed hotel: si crea lavoro, si creano infrastrutture nuove, non si coprono nuovi terreni ma si migliora quello che c’è.

Non servono nuove tasse, serve più sviluppo!

Testo completo (dove trovate i dati in dettaglio)

Probabilmente nemmeno questi sono i dati definitivi della manovra, ma alcuni punti fermi si possono già trovare, e penso sia utile offrire uno strumento al dibattito del Consiglio Comunale, della maggioranza e della città.

Considerando quindi che ad oggi la manovra, rispetto all’attuale bilancio, ci toglie circa 5 milioni di Euro sull’anno prossimo, e 6 sono già stati tagliati sull’anno in corso, possiamo iniziare ad immaginare qualche risposta seria. Ovvero, in due anni possiamo immaginare un taglio di 10 Milioni di Euro. Pur non avendo come Comune gli strumenti per effettuare politiche macroeconomiche, sicuramente possiamo fare qualcosa

Parte economico finanziaria interna all’amministrazione.

Per l’anno prossimo non dobbiamo mettere alcuna tassa, e dedicarci alla ristrutturazione dell’amministrazione: le tasse colpiscono tutti indistintamente tranne chi evade. Possiamo ragionare per il 2013, su obiettivi concreti e politiche di rilancio locale, e non per tappare i buchi che questo governo irresponsabilmente crea.
Io credo avrebbero un effetto moltiplicatore dell’incredibile serie di effetti depressivi quindi no all’aumento Irpef (0,1 significa 1,5 Milioni per il Comune), e no alla tassa di scopo (già occupata, vale circa 2,5 Milioni di Euro, e ne possiamo riparlare più avanti).
Va discussa attentamente anche la tassa di soggiorno: se apparentemente sembra una semplice scrematura di un mercato che frequenterebbe Rimini comunque, in realtà ci troviamo di fronte ad un elemento potenzialmente distorsivo del mercato: il prezzo è uno dei decisori nella scelta di una vacanza, e come sistema Italia -un altro insuccesso del governo- non siamo stati in grado di intercettare i flussi turistici in fuga dai Paesi del Nord-Africa. Se vogliamo avere qualche chance, non dobbiamo indebolire la nostra ala marciante: raccogliere qualcosa in più non vale la pena se crea molti vuoti in più nei nostri alberghi, che dobbiamo invece impegnare in un importante percorso di ristrutturazione.
Diversamente, i Passi Carrai (valore circa 2 Milioni di Euro complessivi, se limitati alle sole attività economiche circa 1 Milione di Euro) e la tariffa dell’acqua (ad oggi fra le più basse d’Italia) possono essere utilizzati con un legame certo fra incasso e spendita: Turismo il primo e fognature la seconda. Questo perchè comunque, diversamente dalla tassazione, hanno un certo margine di scelta da parte delle persone: posso scegliere quanto e come utilizzarle, e -per quanto riguarda l’acqua- diminuirne anche in maniera consistente lo spreco (si consideri che 1000 litri d’acqua costano poco più di un euro).

Se non si applicano nuove tasse, e si aumentano solo le tariffe per coprire gli investimenti, dove si possono trovare le risorse per coprire i tagli del governo, che cercano di scaricare le colpe sui comuni?

a) Diminuire i costi della politica: già Rimini è la più virtuosa d’Italia, dove il costo della politica è in assoluto il più basso d’Italia per abitante (assieme a Trieste). Un dodicesimo di Venezia, un quarto della media italiana -dati Ilsole24ore-. Per cui gli spazi non sono amplissimi. Ma di certo è importante per la politica mostrare di essere la prima a fare sacrifici, in un momento in cui tutti dovranno fare sacrifici. Il Gruppo Consiliare del PD ha già depositato un OdG su questo tema, e lo illustrerà credo a breve. Nel frattempo, possiamo immaginare questo risparmio in circa 300.000 Euro nel biennio.

b) Affamare la bestia (e curarla). Diminuire le spese dell’amministrazione, soprattutto dove non risponde direttamente ai bisogni dei cittadini. La favola delle consulenze, che qualcuno -o in ignoranza, o in malafede- ogni tanto tira fuori oramai è finita da anni: basterebbe leggere di cosa si tratta oggi. Possiamo invece lavorare su due piste principali, serie e strutturali.
– Gli affitti di immobili possono passare dagli attuali 1.928.000 Euro circa a 600.000 circa, con un risparmio di 1.300.000.(tra via Rosaspina, via Tolmino, scuola Conforti) Chiaramente non sarebbe indolore, dovremmo ristrutturare diversi nostri immobili e investire nell’organizzazione del lavoro per permettere il cambio, e andare ad un accordo con il privato per costruire la scuola di via Conforti. Questo significa reinvestire in un anno 600.000 Euro, per cui nei due anni il risparmio sarebbe di 2.000.000 di Euro.
– Le recenti e improvvisate manovre del governo sulle pensioni, non toccheranno la cd “finestra di uscita” del 2012. In media il Comune di Rimini ha 50 pensionamenti all’anno. Utilizzando l’anno che viene, e creando le condizioni migliori per un’uscita, è possibile immaginare nel biennio di avere 200 pensionamenti. Considerando una riassunzione di forze fresche per circa 40 unità, si può immaginare un risparmio di circa 7.200.000 Euro nel biennio (80persone*2anni*30K Euro+80p*1anno*30kEuro)

c) La ristrutturazione della spesa, delle tariffe, delle esenzioni e dei servizi, rimodellate su un sistema “a zainetto”, dove ciascuno può accedere ad un pacchetto di risorse in funzione del suo reddito, può offrire un risparmio di 1,500.000 di Euro nel biennio. La ristrutturazione deve servire a rendere il tutto più efficente ed efficace: la vicinanza ai più deboli, l’assistenza ai disabili rende una società più sana e più ricca.

A questo punto, avremmo neutralizzato il taglio governativo (deciso veramente senza premiare i virtuosi, ma semplicemente per tosare ancora un po’ le pecore), ed avremmo quindi 11 Milioni di risparmio strutturale sui 2 anni, a fronte di 10 Milioni di tagli.

Queste azioni hanno come presupposto un deciso investimento nella formazione del personale, nell’ammodernamento delle strutture e del lavoro. Investire sul “capitale umano” del Comune è l’unico modo per poter affrontare la sfida, e vincerla.

Accanto alla ristrutturazione complessiva della spesa, dobbiamo però pensare ad azioni che permettano alle imprese, ai lavoratori del territorio di Rimini, alle famiglie, di poter ancora scommettere sullo sviluppo.

Proposte per lo sviluppo:

a) Scuola e sociale: Parte dei risparmi utilizzarli per ampliare la rete di nidi privati convenzionati, tagesmutter e servizi flessibili per le famiglie. Ci sono giovani universitari che sognano di creare aziende, cooperative, associazioni per fare assistenza. Allarghiamo la convenzione per l’infanzia anche ai micronidi, incentiviamo la nascita di nuovi servizi: un bambino al nido comunale costa 1100 Euro al mese, alla scuola dell’infanzia 700 Euro al mese, mentre le tariffe coprono il 15% di questa spesa. Un’ora di assistenza ad handicap gravi costa 20 Euro, e farle subito, dopo una diagnosi precoce, evita spese ulteriori poi e aiuta le famiglie e i bambini a crescere meglio.
Manteniamo il presidio pubblico, di grande qualità, ma liberiamo le energie che giacciono nella nostra Rimini: sarebbe sciocco nasconderci dietro vecchie bandiere ideologiche ormai in pezzi, e lasciare giovani senza lavoro e famiglie senza assistenza. I servizi flessibili alle famiglie, inoltre, permettono uno sviluppo all’economia e alla società.

b) Tempi d’attesa zero in Comune. Una riforma a cui dedicare qualche centinaio di migliaia di euro: non è possibile che per certificati, documenti, permessi, richieste, si debbano aspettare ore, giorni, mesi. Riprendere in mano tutti i percorsi burocratici di ogni permesso o richiesta, tirare i fili, informatizzare: l’obiettivo è tempi d’attesa zero, meno ore perdute per i riminesi, dipendenti comunali più sereni e liberi di fare il loro dovere senza osservare cataste di pratiche. Entrare in Comune deve diventare un piacere, non una fila come dal dentista.

c) Cultura: il Museo deve diventare un luogo di lavoro creativo, a servizio dei giovani, dei turisti e soprattutto dei riminesi. Mettiamo a bando la gestione complessiva, mantenendone la governance. Con l’aumento di 1 euro del biglietto, chi vince il bando può fare un investimento da 500.000 Euro, innovare i servizi, coinvolgere e stipendiare gli attuali lavoratori, trasformare il museo in una piattaforma per chiunque voglia proporre progetti per scuole e cittadini. A Rimini ci sono associazioni che stanno facendo questo utilizzando la città: una piattaforma culturare per costruire progetti.

d) Innovazione e internazionalizzazione. Il Comune dia a disposizione solo gli spazi: gli stessi imprenditori che stanno trovando i soldi per la Carim, tramite la moral suasion del Sindaco possono trovare e gestire 1 Milione di Euro per investire in idee innovative. Gestiscano loro, scelgano loro le idee, le trasformino in imprese di successo, ci guadagnino il più possibile, per reinvestirne parte in nuove imprese. Costituisca il Comitato per la promozione dei gemellaggi.
Il bene di una città nasce dal lavoro di ciascun lavoratore, imprenditore, studente e innovatore del territorio.

e) Il Piano Strutturale Comunale apra al maggior numero possibile di lavori, ai maggiori incentivi possibili alle costruzioni nelle zone già costruite, perchè permette di creare lavoro, investire risparmi migliorando il patrimonio esistente e non impermeabilizzando territori ora vergini. Soprattutto, si aumenti la capacità costruttiva di chi investe nelle proprie strutture alberghiere. 1400 alberghi sono un’opportunità economica enorme per tutta la città, se tornano ad essere nuovi, più grandi e competitivi sui mercati internazionali. L’8% di aumento di cubatura in caso di fusione di due alberghi non basta. Lo si aumenti, lo si applichi a chi fa camere più grandi e più servite. Il lavoro crea lavoro per tutti.

Sono queste cinque proposte, affiancate alla gestione del debito e della tassazione, a poter permettere alla nostra città di affrontare la crisi e la mancata gestione della stessa da parte del governo. E’una piattaforma di interventi che propongo alla discussione, certo che possa essere migliorata con il concorso di tutti.

Tutto in meno di un anno, tutto in questi pochi mesi che ci separano dal Bilancio. Nessuna nuova tassa, una pubblica amministrazione efficiente, apertura alle nuove iniziative del territorio.
Non nuove tasse, ma più sviluppo.

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