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Manifestazione per l'Iran. La presa di distanza dagli iraniani a Rimini

In foto: dalla locandina
dalla locandina
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Lun 19 Gen 2026 14:15 ~ ultimo agg. 14:22
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Un comunicato a firma "Comunità iraniana di Rimini" prende le distanze dalla manifestazione promossa lo scorso sabato da Rete Pace Rimini e Stop Rearm Europe. Non rappresenta le istanze del popolo iraniano, spiegano i sottoscrittori dell'intervento che lamentano anche il mancato coinvolgimento. 

Il comunicato:

"Sabato 17 gennaio si è svolta una “manifestazione per la pace” sull’Iran senza bandiere persiane e senza la partecipazione della comunità locale. L’obiettivo dichiarato dei manifestanti era chiedere la pace senza alcun intervento esterno. Ma come si può ignorare la voce delle proteste degli iraniani della scorsa settimana a Rimini e sostenere che qualsiasi intervento esterno sia superfluo dopo l’uccisione di oltre 16.000 persone? Come si può fermare un crimine contro l’umanità a mani nude?
Il popolo iraniano non può più resistere da solo e, nell’ultima settimana, la Repubblica Islamica ha dimostrato di non avere pietà: non si devono perdere altre vite per resistere a un potere illegittimo.
Un’ulteriore domanda alla comunità riminese è questa: com’è possibile che una parte della classe politica di Rimini, invece di scendere in piazza insieme alla nostra comunità locale — come hanno fatto altri gruppi il giorno precedente — abbia preferito manifestare da sola, presumendo di sapere cosa sia giusto per gli iraniani, senza ascoltarne le loro opinioni?
Purtroppo non è chiaro a quali reati andremo incontro dopo il ripristino della connessione a Internet in Iran. In questa fase è fondamentale conoscere meglio la società iraniana, ascoltare le notizie che riportano e comprenderne le richieste, e fare in modo che i video e le foto delle loro iniziative non vengano utilizzati per promuovere la propaganda ideologica dei partiti Italiani.
La piazza alla quale abbiamo assistito sabato si appropria della nostra causa senza difendere le nostre istanze, riteniamo tutto questo inaccettabile»

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