Maltrattamenti e violenza sessuale: condannato padre incubo delle figlie
Schiaffi, spinte, minacce, offese volgari, e pesanti molestie sessuali. Sono le gravi accuse che hanno portato alla condanna da parte del Gup del Tribunale di Rimini Alessandro Capodimonte a cinque anni e otto mesi con rito abbreviato per un riminese oggi 61enne. Il suo modus operandi era di aspettare che la moglie andasse a letto per costringere la figlia più grande ad atti sessuali, e se lei si opponeva minacciando di riferire i fatti all'assistente sociale lui le imponeva il silenzio. Le accuse nello specifico sono di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale continuata e aggravata. I fatti oggetto della condanna risalgono a quando le ragazze erano maggiorenni. Nelle ricostruzioni delle vessazioni, anche il racconto dell'ossessivo controllo del padre sui telefoni delle figlie e sul loro abbigliamento, senza risparmiare insulti quando indossavano pantaloncini che lui riteneva troppo corti.
A rappresentare le figlie, l'avvocato Carlotta Venturi. Il padre è difeso dall'avvocato Paolo Gasperoni. L'indagine è stata condotta dal PM Davide Ercolani, mentre il PM che ha formulato la richiesta di condanna a nove anni è Paola Bonetti. L'uomo si trova in carcere.










