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una vita spesa per gli altri

Maestra, pedagogista e amante della storia antica e del camper. 100 anni per Edi

In foto: Francesca Mattei insieme ad Edi Cangemi
Francesca Mattei insieme ad Edi Cangemi
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Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Nonna Edi ha festeggiato 100 anni. Nata il 18 settembre 1926, la sua è una lunga storia che parte dalle ferite della guerra, quelle che ne hanno formato il carattere e le hanno dato la spinta per laurearsi in pedagogia e dedicarsi ai suoi studenti e alla sua famiglia, senza mai rinunciare alla passione per i viaggi in camper alla scoperta dell'Europa.

La festa per Edi Cangemi si è svolta sabato 19 settembre, il giorno dopo il compleanno, con un pranzo di famiglia. Ai festeggiamenti ha partecipato l’assessora Francesca Mattei, che a nome dell'Amministrazione comunale ha consegnato alla signora un mazzo di fiori e il biglietto di auguri firmato dal Sindaco.

Cresciuta negli anni del fascismo, dell'occupazione e del dominio tedesco, un episodio, più di altri, ha segnato la formazione di nonna Edi: ancora ragazza, vide la madre arrestata dai fascisti per aver difeso una collega di lavoro molestata da alcuni squadristi. Da quella vicenda, vissuta sulla propria pelle, ha imparato che davanti all'ingiustizia non ci si arrende, che la dignità non si calpesta e che il coraggio, a volte, sta nel trovare la forza di dire no.
Quei valori l'hanno accompagnata negli studi. Mentre lavorava come maestra elementare si è laureata in pedagogia all'Università di Urbino e per molti anni ha insegnato nella scuola vicino a casa, a Rivazzurra, seguendo generazioni di bambini nei loro primi passi. Per lei non era soltanto un mestiere, e gli ex alunni la ricordano ancora come un'insegnante competente, paziente e affettuosa. Con il marito ha costruito una famiglia che oggi conta tre figli, Filippo, Laura e Alessandro, quattro nipoti e due pronipoti. La coppia amava viaggiare in camper e ha girato gran parte d'Europa fino a Capo Nord. La lettura è stata l'altra grande compagna di vita, fino a circa un anno fa, quando la vista non le ha più permesso di sfogliare i suoi libri. Oggi racconta volentieri episodi del passato e ripropone le lezioni di storia antica che amava insegnare. Al referendum costituzionale dello scorso marzo ha chiesto di essere accompagnata ai seggi per votare ed esprimere la propria responsabilità verso la collettività e la vita democratica del Paese.

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