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Macchina fotografica davanti al Grand Hotel. FDI: arrugginita e abbandonata

In foto: l'opera
l'opera
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Ven 16 Gen 2026 14:43 ~ ultimo agg. 15:55
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Direttivo riminese di Fratelli d'Italia relativamente allo stato in cui si trova la grande macchina fotografica che si trova davanti al Grand Hotel:
 
"L'opera non è un semplice arredo urbano, ma un vero e proprio monumento identitario della città. Realizzata nel 1948 dal fotografo Elio Guerra, originario di Pennabilli, la struttura nasce come bottega fotografica a forma di macchina fotografica, simbolo della Rimini del dopoguerra, del turismo nascente e della memoria per immagini che ha reso celebre la Riviera nel mondo.
 
Nel tempo è diventata un segno urbano riconosciuto, fotografato da generazioni di turisti e riminesi, e successivamente donato al Comune di Rimini, entrando a pieno titolo nel patrimonio simbolico della città. La sua collocazione non è casuale: si trova in uno dei luoghi più suggestivi della città, di fronte al Grand Hotel, spazio profondamente legato all'immaginario e alla poetica di Federico Fellini, che in questi luoghi ha ambientato parte della sua visione artistica e della memoria collettiva. La macchina fotografica dialoga idealmente con il cinema, con il racconto visivo e con quella Rimini sognante e internazionale che Fellini ha reso immortale. Oggi, nel 2026, la struttura versa in uno stato di degrado evidente: arrugginita, segnata dal tempo e abbandonata, in uno dei punti più rappresentativi e visitati della città. Una condizione che non è degna né della sua storia né dell'immagine che Rimini dovrebbe offrire.
 
Chiediamo se sia prevista una manutenzione ordinaria da parte di Antea o di altri enti responsabili e se sono stati stanziati finanziamenti per eventuali interventi di manutenzione straordinaria, necessari vista la gravità del degrado. Allo stesso tempo, rivolgo un appello agli imprenditori della zona e alle realtà locali affinché, attraverso un'azione condivisa e coordinata, possano contribuire a restituire dignità a un simbolo che appartiene a tutta la comunità. I simboli di una città non si lasciano in questo degrado: si custodiscono. Raccontano la nostra storia, la nostra identità e il rispetto che abbiamo per Rimini.
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