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L'Unione Valmarecchia attiva il piano casa: fondi per agevolare gli affitti

In foto: repertorio
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di Redazione   
Tempo di lettura 9 min
Gio 8 Gen 2026 16:06 ~ ultimo agg. 16:19
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L'Unione dei Comuni della Valmarecchia annuncia l'avvio operativo del "Patto per la casa", programma promosso dalla Regione Emilia-Romagna come un vero e proprio strumento di politica attiva del mercato immobiliare. 
L'obiettivo primario è la riorganizzazione dell'offerta di alloggi a canone sostenibile, garantendo canoni di affitto più bassi per gli inquilini e meno rischi per i proprietari. 

La visione del Patto per la casa - spiega l'Unione - è quella di creare un ponte solido tra i proprietari di alloggi sfitti e le famiglie in difficoltà, superando la storica diffidenza dei locatori attraverso garanzie pubbliche. L'Unione dei Comuni della Valmarecchia, che serve un bacino di undici Comuni e oltre 55.000 abitanti, si propone di rilanciare in maniera decisiva il mercato delle locazioni, favorendo l'immissione di nuovi alloggi e incentivando la formazione di operatori specializzati che gestiscano sia il profilo immobiliare sia quello sociale.
La gestione del Patto per la casa dell’Unione dei Comuni della Valmarecchia, che prevede un budget per i primi dodici mesi di 42mila euro, verrà supportata dal progetto "Casa Unione", gestito da una rete temporanea d’impresa composta da enti del terzo settore (Eucrante, Between, Fratelli è Possibile, Cento Fiori e Fondazione San Paolo). Questa partnership gestirà l'Agenzia per la locazione attraverso sportelli a Santarcangelo e in Alta Valmarecchia, offrendo supporto tecnico, mediazione dei conflitti e accompagnamento sociale per garantire la serenità di proprietari e inquilini.
L'attività si concentra sul supporto ai proprietari tramite sopralluoghi tecnici e pacchetti di ore dedicati all'accompagnamento nella locazione, mentre sul fronte sociale gestisce mediazione dei conflitti, supporto interculturale e formazione per inquilini e operatori, avvalendosi della consulenza tecnica di Acer Rimini e Area Proxima. 
Questo intervento risponde a un bisogno urgente e documentato sul territorio. I dati evidenziano una marcata fragilità economica e sociale: quasi la metà dei contribuenti, una quota tra il 38,4% e il 54,3%, dichiara un reddito nullo o inferiore a 15.000 euro. Questa debolezza si scontra con l'insufficienza del sistema pubblico: la dotazione di alloggi di Edilizia residenziale pubblica (Erp) è molto limitata e le domande inevase in graduatoria sono elevatissime, pari a 305 nuclei su 314 totali. Questo significa che la quasi totalità dei richiedenti resta esclusa dall'aiuto pubblico. Inoltre, la dotazione di Edilizia residenziale sociale (Ers) nell’Unione dei Comuni della Valmarecchia è pressoché nulla.
Il sostegno della fascia di reddito intermedia
Il Patto per la casa si concentra in particolare sulla “fascia intermedia”, il vero cuore della crisi, costituita (dati della graduatoria del Bando affitto 2022) da 131 nuclei familiari con Isee compreso tra 9.360 euro e 35.000 euro (come richiesto dal Patto per la casa regionale) ma con un Isee medio reale di 12.200 euro. Queste famiglie si trovano intrappolate: troppo “ricche” per accedere all'Erp, ma troppo fragili per sostenere i canoni del mercato privato. I canoni dichiarati oscillano infatti tra i 530 e gli 870 euro al mese. 
Le opportunità per i locatori
L'Unione intende incoraggiare i proprietari di immobili sfitti a mettere a disposizione i propri alloggi per contratti a canone concordato della durata minima di tre più due anni, offrendo in cambio un pacchetto di garanzie e benefici straordinari, a fronte di un canone calmierato (il cui valore massimo è stato fissato a 800 euro al mese per la Bassa Valmarecchia - Santarcangelo, Poggio Torriana e Verucchio - e 550 euro al mese per l'Alta Valmarecchia). I vantaggi per i proprietari sono strutturati per coprire i principali rischi e oneri.
Massimale di garanzia contro morosità e danni. Viene istituito un Fondo di garanzia che copre integralmente le mensilità di canone non corrisposte, le spese condominiali e i costi di riduzione in pristino per danni causati con dolo o colpa, incluse le spese legali. A seconda della modalità di gestione scelta (intermediazione o gestione diretta da parte dell'Agenzia), questo massimale varia da 4.000 euro a 6.000 euro per l'intera durata del contratto, garantendo la serenità finanziaria del locatore. Nel caso in cui il proprietario accetti il canone minimo previsto dagli accordi territoriali, il massimale viene ulteriormente potenziato.
Copertura di manutenzioni e spese iniziali. È previsto un Fondo tecnico-amministrativo e manutentivo che può arrivare fino a 6.000 euro per contratto. Questo importo copre tutte le spese iniziali necessarie (come l'Attestato di prestazione energetica – Ape – e la conformità degli impianti), nonché i costi per modesti interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria indispensabili a rendere l'alloggio subito utilizzabile. Inoltre, il Fondo rimane attivo per coprire interventi urgenti durante la conduzione e il ripristino finale dell'immobile, al di là della normale usura.
Vantaggi fiscali e gestionali. I proprietari beneficiano delle agevolazioni fiscali connesse al canone concordato, come la cedolare secca e l'aliquota Imu ridotta (se la misura viene adottata dal Comune di residenza). L'Agenzia per la locazione, assumendo il ruolo di intermediario qualificato, si fa carico della gestione burocratica e del rischio locativo, garantendo un incasso puntuale e la tranquillità.

Il Patto per la casa offre ai nuclei della fascia intermedia non solo l'accesso all'alloggio, ma anche un sostegno economico diretto e mirato per garantire che il canone sia realmente sostenibile.
Requisiti e priorità. L'accesso è riservato ai nuclei familiari con Isee compreso tra 9.360 euro e 35.000 euro, purché non siano titolari di diritti di proprietà su immobili residenziali nella provincia. Sarà data precedenza nell'assegnazione a categorie particolarmente fragili, quali i soggetti sottoposti a sfratto o licenza per "fine locazione", le giovani coppie (under 40), i genitori separati che hanno dovuto lasciare l'abitazione principale a favore dell’ex coniuge/convivente e dei figli, i single (under 40) e i soggetti segnalati dal Servizio sociale territoriale (Sst) rientranti nei criteri del patto.
Sostenibilità economica e contributo diretto. L'Agenzia si impegna ad assicurare che il canone concordato annuo non superi il 30% del reddito familiare netto per la fascia 1 (Isee fino a 20.000 euro) e il 40% per la fascia 2 (Isee fino a 35.000 euro).
Fondo locazione: oltre a questi limiti, l'Unione, in base al proprio Regolamento (Dlg 89/2017 e Dlc 54/2016),  può erogare un contributo diretto a fondo perduto per l'inquilino, al fine di abbattere ulteriormente il costo effettivo del canone. L'obiettivo è portare l'incidenza del canone sul reddito familiare netto fino al 15% per la fascia 1, con un massimale annuo di riduzione di 2.000 euro, e fino al 20% per la fascia 2, con un massimale annuo di 1.500 euro. Questi benefici sono garantiti in modo integrale per i primi 5 anni del contratto, assicurando una pianificazione familiare serena e a lungo termine.

Con la costituzione dell'Agenzia per la locazione e l'approvazione di tutti gli strumenti regolamentari e territoriali, il Patto per la casa è ora pienamente operativo. Grazie alla sinergia tra l'Unione e la rete del Terzo Settore, il territorio dispone finalmente di uno strumento concreto per valorizzare il patrimonio immobiliare inutilizzato e trasformarlo in una risposta efficace alla crisi abitativa, garantendo inclusione sociale e sostenibilità economica.
Le dichiarazioni


Commenta Elena Vannoni, vicesindaca e assessora ai Servizi sociali del Comune di Novafeltria: “L'avvio operativo del Patto per la casa rappresenta un traguardo fondamentale per il nostro welfare territoriale, offrendo una risposta concreta a quella 'fascia intermedia' che troppo spesso resta esclusa dalle tutele pubbliche. In un momento di forte fragilità economica, abbiamo voluto costruire uno strumento che non sia solo assistenziale, ma che agisca come volano per il mercato immobiliare, trasformando le abitazioni sfitte in opportunità reali per le famiglie e i giovani del territorio. Garantire il diritto all'abitare a costi sostenibili è una priorità assoluta per assicurare stabilità e coesione sociale in tutta la Valmarecchia. Con questo progetto, l'Unione si assume la responsabilità di fare da garante, abbattendo quella barriera di diffidenza che spesso tiene fermi gli immobili: i proprietari avranno certezze su pagamenti e manutenzioni, mentre gli inquilini troveranno finalmente canoni proporzionati ai loro redditi. È una sfida di civiltà che vinceremo grazie alla rete capillare degli sportelli attivi sul territorio e alla collaborazione con il Terzo Settore. Non stiamo solo affittando case, stiamo ricostruendo la serenità delle nostre comunità, assicurando che nessuno debba scegliere tra pagare l’affitto e le altre necessità primarie. È un impegno di prossimità che mette al centro la dignità della persona e la sicurezza sociale della nostra vallata”.
Filippo Borghesi, assessore a Welfare di comunità e social housing del Comune di Santarcangelo: “Finalmente prende vita questa iniziativa di politica attiva per la casa su cui abbiamo lavorato nell’ultimo anno. Siamo consapevoli di quanto l’emergenza casa sia un tema che richiede nuove risposte strutturali soprattutto a livello nazionale, ma ritengo importante dare consapevolezza ai nostri concittadini che noi amministratori locali il nostro pezzo lo proveremo a fare fino in fondo, con gli strumenti che possiamo usare e mettendo in campo anche quella creatività che in queste terre non ci manca. A questo proposito, vorrei sottolineare due aspetti di questo Patto per la casa targato “Unione Valmarecchia”: il primo è l’aver scelto di puntare per definire l’azione dell’Agenzia per la casa sul modello della co-progettazione con i soggetti esperti del territorio: proprio noi che siamo una rete di Comuni con bisogni differenti non potevamo che scommettere sul lavoro di sinergia come modalità per agire in maniera anche innovativa su questo nuovo bisogno sociale. Il secondo è la Consulta dell’abitare: un nuovo organismo di confronto permanente che ci permetterà di guidare le azioni strategiche che andremo a realizzare attraverso il Patto per la casa e contemporaneamente di poter tenere un dialogo costante con i nostri territori che tenga accesa la luce su uno dei temi centrali per la qualità della vita delle generazioni di oggi e di domani”.

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