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Linea su gomma lungo vecchia Rimini-San Marino. Un progetto da 25-40 milioni

di
Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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Nei giorni scorsi ha cominciato il suo iter la proposta di legge per il recupero delle vecchie ferrovie. E a Rimini c’è da anni la vecchia idea di ripristinare quella per San Marino.
Oggi ripresentata, sulla scorta di un nuovo lavoro di valutazione già avviato, come idea di una corsia dedicata sulla Consolare per tram su gomma che della ferrovia recuperi il recuperabile, stimato nel 30%). Magari collegandosi, sul lato Rimini, con la linea del TRC, mentre sul versante sammarinese sono due le ipotesi: l’arrivo a Borgo Maggiore ed interscambio con la funivia o il recupero dell’ultimo tratto del vecchio tracciato (3,4km circa) fino alla ex stazione di San Marino.
Il costo stimato, tra i 25 e i 40 milioni.

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La sintesi della presentazione della Provincia:

E’ stato presentato nel dettaglio il progetto riguardante gli aspetti tecnici infrastrutturali, e di tracciato, comprese le indicazioni circa il possibile recupero del vecchio tracciato storico pre esistente. Una ricognizione di massima già realizzata indica come il vecchio tracciato ferroviario sia oggi in buona parte non recuperabile: l’espansione urbanistica, la costruzione della superstrada e di alcuni percorsi ciclopedonali consentono un suo riutilizzo inferiore al 30% sul totale della lunghezza prevista. L’idea è quella di utilizzare la rete stradale attuale, con due possibili ipotesi: la prima prevede l’arrivo a Borgo Maggiore ed interscambio con la funivia; la seconda recupera l’ultimo tratto del vecchio tracciato (3,4km circa) per arrivare presso la ex stazione di San Marino. La realizzazione del progetto avrebbe un impatto positivo evidente anche per quanto riguarda la competitività delle imprese (sul percorso sussistono infatti alcune, consistenti aree industriali e artigianali), sicurezza stradale, con una diminuzione degli incidenti, e la qualità della vita quotidiane di molte persone residenti e che devono compiere ogni giorno per lavoro questo collegamento, circa 6.000 frontalieri. Lo stesso Aeroporto internazionale F. Fellini ne trarrebbe vantaggio; considerate le dinamiche dei flussi e il numero degli spostamenti, questo percorso porterebbe evidenti vantaggi sia per la Repubblica di San Marino che per il territorio riminese. Considerando il contesto territoriale extraurbano, i parametri tecnici, i costi di intervento e di esercizio, gli aspetti ambientali, la soluzione tecnica ottimale è quella del tram su gomma, con una frequenza ogni 30 minuti nelle ore di punta e di un’ora nel resto della giornata. Una prima stima di massima dei costi di infrastruttura e per l’acquisto dei mezzi parla di un investimento necessario compreso tra i 25 e i 40 milioni di euro.
Su questo è già stato istituito, ed è attivo, un tavolo tecnico tra Repubblica di San Marino, Provincia di Rimini, Comuni di Rimini e Coriano, che nel corso degli ultimi incontri ha anche valutato le modalità di presentazione di eventuali proposte condivise di finanziamento allo Stato italiano, nell’ambito dei patti tra Italia e San Marino.

“Un progetto sicuramente ambizioso – commenta Vincenzo Mirra, Assessore alla viabilità della Provincia di Rimini – ma realizzabile. L’intervento rappresenterebbe un indiscutibile miglioramento della qualità della vita per i residenti e sopratutto per i circa 6.000 pendolari che quotidianamente si muovono nelle due direzioni, e sarebbe capace di produrre ricadute importantissime sul turismo e per l’intero contesto ambientale dell’ampia area al confine tra la provincia di Rimini e il Titano. Il problema delle risorse esiste, perché il patto di stabilità da una parte, e la progressiva riduzione dei trasferimenti di risorse, impongono un modo diverso di progettare, impostare e proporre le opere di viabilità di qui il nostro territorio ha necessità”.

Alberto Rossini, dirigente alla viabilità della Provincia di Rimini, ha illustrato poi in sintesi i numeri della mobilità in provincia di Rimini. 185.000 autoveicoli, 60.000 ciclomotori e motocicli, 25.000 autocarri, 270.000 mezzi. 11 auto per ogni km. di strada (su una media nazionale di 91,7). Sulla SS16, una delle più pericolose in Italia, viaggiano ogni giorno 30.000? auto. Anche per questo motivo le Amministrazioni pubbliche hanno investito negli ultimi anni nello sviluppo di forme di “viabilità dolce” e lenta. Come le piste ciclabili, che vantano la maggiore estensione tra le province dell’area romagnola, e si stanno progressivamente avvicinando agli standard elevati che caratterizzano in Italia le province emiliane, in primis Bologna e Modena, facendo comunque registrare valori superiori alla media. Oltre alle ciclabili sono stati analizzati anche i percorsi di mobilità alternativa rappresentati da mobilità su gomma in percorsi protetti.

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